con gli occhi semichiusi

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Per voi amici e per voialtri, che non mi reggete nemmeno col Maalox, insomma, per tutti una ninna nanna improvvisata ma non improvvisa.

Possano i vostri conflitti sanarsi: quelli che vi vedono contrapposti a qualcuno o, peggio, a voi stessi.

Che le affinità fra persone si manifestino in un tripudio di gioia, ma che là dove l’affinità non esiste nemmeno come ipotesi, possa la gente capire e fare un passo indietro.

Non siamo tutti compatibili con tutti: se così fosse avremmo una società di cervelli piatti e omologati.

Che la persona che ama l’esclusività nei rapporti possa incontrare chi è sulla sua lunghezza d’onda.

Quelli che  prediligono le relazioni “condominiali”, tutti insieme appassionatamente (e rumorosamente) abbiano esattamente quello che vogliono, essendo, oltretutto, avvantaggiati dallo spirito cameratesco e caciarone che impera sovrano.

Che chi ama mettersi in mostra possa farlo liberamente, senza critiche o allusioni aciducole.

Chi, invece, è a suo agio con pochissimi o, meglio, in solitudine, non sia fatto passare per sociopatico.

E non se la prenda se, a volte, gli capita di sentirsi messo da parte.

La vita è fatta di scelte, e ciascuna comporta alcune conseguenze, magari non sempre piacevoli.

Personalmente sono alla ricerca di una serenità solida; talmente solida da non farmi avvertire più la malinconia che, a volte, prende noi solitari.

Soli (o liberi?) e sereni si va lontano, anche senza il seguito di coribanti in festa.

Buonanotte, quindi.

A chi dorme già e a chi, come me, aspetta che Morfeo si presenti con la manina alzata in segno di saluto.

Sia – Lullaby

 

 

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uova di alieni

Perchè, io non meriterei che questo sole che vedo infilarsi attraverso le strisce della serranda mi portasse un po’ di buone nuove, di gioia, di serenità, di speranza nel domani?

E’ bello il gioco della luce che si intrappola tra le fibre della tenda, trama impalpabile, ingarbugliata e luccicante come il grande nido di un animale alato estinto.

Ieri ho chiesto ad una donna – solida concreta molto convenzionalmente ancorata con i piedi per  terra – se avesse mai “sentito” di essere stridente col mondo attorno; se si percepisse “rotante” nel senso inverso rispetto a quello dell’asse terrestre.

Mi ha rivolto uno sguardo un po’ incuriosito , e ha risposto no, semplicemente.

Sono nata cinque decenni fa, più qualcosa, da un uovo di aliena.

Sono nata per sbaglio, e per sbaglio finita su questa superficie terrestre  dove si gareggia a colpi di concretezza e understatement.

Solo per convenienza.

Forse io non c’entro, e se faccio finta di esserci alla maniera della maggior parte degli altri  sappiate che sto solo recitando il copione che mi hanno messo in mano tanto tempo fa.

Sappiatelo.

E sappiate anche che ho una gran voglia di farlo a pezzi.

Eumir Deodato – Also sprach Zarathustra