si ha un bel dire, eh

ithewo

Altro giro altra corsa, propositi e bilanci che hanno poco senso.

Conservate pure i ricordi, se non vi fanno star male, ma non aggrappatevi ad essi perché spesso non sono una ciambella di salvataggio, ma la pietra legata al collo che vi porterà giù, in fondo al mare.

Aprite le finestre e inspirate l’aria fredda e pungente.

Lasciate che il crepitìo dei bronchi vi canti la sua canzone, che è liberazione e apertura.

Risintonizzatevi con la vostra essenza e provate a guardare oltre l’orizzonte: colmate l’assenza perché voi ne siete parte, in un lento fluire eterno.

Da un po’ ho una sola certezza assoluta: che mi manco, e che mi sono mancata a lungo.

Adesso vado a riprendere me stessa, incagliata fra una risma e il desiderio di un addobbo mai comprato perché “non ci sarebbe stata più una famiglia”, e nemmeno una coppia di persone innamorate.

Se mi ritrovo vi mando una cartolina.

 

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fingere di giocare tra i vortici

ombrellini due

Quasi sideralmente lontani i tempi in cui lanciavo proclami e invettive, frutto di una delusione particolarmente tosta.
Quelle parole pregne di odio-amore mi regalavano nuova linfa, pur facendomi sentire, nel contempo, la creatura più infelice della terra.
Banale dicotomia che per definizione strazia l’anima sensibile di chi si illude ancora che l’Amore non sia solo un’invenzione letteraria.
Crescere è inevitabile, com’è inevitabile rendersi conto che un campanile è un campanile e basta, e che certi tramonti potrebbero essere stati solo un sogno.
Lo sguardo lucido di speranza guardava l’orizzonte, assimilandolo, al tempo in cui tutto sembrava possibile.

R.E.M. – The Lifting