I belong to Nico

  Come qualcuno avrà già letto sulla mia pagina faccialibro, un altro uomo, nel giro di pochi mesi, mi ha definito “glaciale”.
Sapete come funzionano i social network: ognuno dice la sua, e passa avanti.
Oppure si sofferma a commentare con criterio, se ti conosce e in qualche modo ti stima, o è semplicemente attento a quello che vorresti esprimere.
Una ragazza (mi piace definirla così, nonostante l’abbia ritrovata dopo oltre vent’anni), con la quale ho condiviso, al tempo che fu, giornate  significative, ha commentato che gli omuncoli si accontenterebbero di “dolcezza a buon mercato, di melassa che li strozzi”, mentre gli Uomini amerebbero le donne “difficili”, quelle delle sfide e dei confronti.
Non so.
Questo mio nuovo modo di essere non l’ho studiato a tavolino: è solo il risultato della mia vita, e delle esperienze che custodisce, molte delle quali estremamente dure ed impegnative.
Ognuno elabora come sa, o come può.
Che poi qualcuno mi definisca in un modo, piuttosto che in un altro, mi lascia abbastanza indifferente.
Glaciale? Glaciale: sperando che qualcuno si cristallizzi, di riflesso, per il resto della vita.
Ora, a noi: chiudere un blog sofferente ha senso?
Mi ritornano in mente le parole:”vile, tu uccidi un uomo morto”.
In effetti non giro più, e non ricambio visite: quel che è stato è stato.
Passato prossimo, che presto diventerà passato remoto.
Può essere che decida di tornare al mio primo amore: la politica.
Inimicandomi tutti, o quasi.
Voi ci credete?

Fredo Viola – The turn

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