santi, poeti e coglioni

  Stasera sono stata al cinema, e ho visto un filmetto mediocre, brutta copia dell’Happy Family di Gabriele Salvatores.
A casa mi sono rinfrancata con le immagini di gente scomposta e incivile che, giusto per non perdere le vecchie abitudini, lanciava monetine al Presidente del Consiglio dimissionario.
Un Presidente che non mi ha mai convinto, e che non ho mai votato, ma che si è dimesso, senza una sfiducia formale, e dopo essere stato regolarmente eletto dal cosiddetto popolo sovrano.

I ragazzi scalmanati dovrebbero essere gli stessi che, qualche settimana fa, lanciavano sampietrini per protestare contro la BCE. Ok, non tutti lanciavano sampietrini: alcuni facevano di peggio ed altri, in gran parte, sfilavano civilmente.
Resta il fatto che, comunque avessero deciso di presentarsi, protestavano contro le caste, le banke e i capitali nelle mani di queste ultime.
A me, ma non solo, appare singolare questa ubriacatura di massa (quante bottiglie di spumante avevano tenuto in fresco, fuor di metafora?).
Questo giubilo per le dimissioni del tiranno sembra non tenere in conto che il futuro Premier altri non è che un economista vicinissimo alle banke contro le quali protestavano poco fa, e vicinissimo alla BCE.
Mario Monti, a proposito di sprechi e  privilegi, riceverà un emolumento di 25,000 euro mensili, oltre alla carica di senatore a vita attribuitagli dal Presidente della Repubblichetta subito prima che le dimissioni di Berlusconi fossero formalizzate.
Gli indignati inveiscono contro la casta, e poi la appoggiano.
Perchè, piaccia o no, un economista-bankiere di una casta fa parte eccome.
Spero che questo governo di transizione duri poco, e che i cittadini possano avere presto la possibilità di esprimere le proprie preferenze.
E spero che la sinistra, che vincerà le elezioni, sarà capace di mettere d’accordo le tante anime di cui si compone: anime spesso profondamente discordanti ed ostili le une verso le altre.
In realtà non ci spero, nè ci credo, ma prometto solennemente che, dovesse finir male anche la loro avventura (perchè, checchè ne dica la Concita, la crisi è mondiale), non scenderò in piazza a lanciare monete, non inveirò volgarmente, non pronuncerò turpitudini.
E’ questione di civiltà, ma anche di stile.

Edoardo Bennato – Viva la guerra

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