Piccoli lussi

Sono stata così dura, con me, da non potermi più permettere l’atto generoso del perdono.
Non mi sono curata di me stessa per troppo tempo, pagando anche le conseguenze delle colpe altrui.
Quindi ora son finite pazienza e caramelle.
E  rispedisco al mittente malafede, meschinerie e mancanza di stile e maniere urbane.
Respingo, e ignoro, atteggiamenti che non mi piacciono, sentendo di potermi finalmente permettere il lusso di non chiedere più legittimazione a chi, in realtà, ha sempre e solo pensato al proprio benessere, mascherandosi da agnello e dimostrando la sua vera identità col passare del tempo.
Spiacente, anzi spiacente per nulla, ma io non abbozzo più, non mollo e non rimetto i peccati.
Eccacchio, mica sono Dio.

Joy Division – Disorder

Strade

Guido piano, come Concato, e come lui ho qualcosa dentro al cuore.
I cartelli stradali dello svincolo sono sbiaditi ai limiti dell’illeggibilità, ma la strada la ricordo bene.
Svolto a sinistra e torno a pormi domande sul destino e il libero arbitrio.
Forse certe persone le incontriamo affinchè ci insegnino qualcosa, e ci accompagnino lungo un tratto di strada.
Il momento in cui ci si incammina su sentieri diversi è un puntello nel cuore, e il dolore di quella ferita sarà sempre lì a ricordarci che abbiamo vissuto, e abbiamo provato ad amare.
Guido piano e guardo il sole che scivola dietro le colline, a ovest.
Mi porto con me, come un’altra seduta accanto. Porto con me  la realtà della solitudine,  scotto da pagare al dio dei sacrifici e delle prove.
In fondo siamo tutti soli, anche se c’è chi è sempre un po’ più solo degli altri.

Queen – Bohemian Rhapsody