Nulli necesse est felicitatem cursu sequi

Da un po’ di tempo ho preso la pessima abitudine di tenere il telefonino in borsa, chiuso nella sua custodia.
Alle undici di stamattina prendo il portafogli e mi accorgo di quel portacellulare abbandonato.
Lo apro, e mi viene un colpo.
Sul display ci sono due chiamate perse dell’unico uomo al mondo che adesso vorrei accanto: il mio ortopedico.
Compongo il suo numero in fretta e furia.
– Sì?
Buongiorno, professor M, sono NR.
– Ah, buongiorno, signora. Avevo un pomeriggio libero. Adesso sono a San Pietro, ma lei non mi ha risposto, perciò ho inserito un altro paziente, e ho già prenotato il volo di ritorno per Genova.
Ah…Capisco, mi dispiace, e non sa quanto.
– Stia tranquilla, la settimana prossima sono ancora qui. Mi raccomando: stia tranquilla, e stia bene.
Clik.
Tranquilla un par di ciufoli.
Poi a farmi star bene ci dovrà pensare lui, visto che mai come ora ho bisogno di esserci.
Mica per divertirmi, eh?
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