La mala educaciòn

Ci sono giorni che ti svegli, e ti si bloccano gli ingranaggi in testa.
Accendi la tv e ti trovi di fronte i denti di Moratti.
Spegni immediatamente e ti muovi verso la cucina perchè il tuo corpo ti chiede forte un santissimo caffè nero e bollente.
Vagando distrattamente su faccialibro hai la sfiga di lasciare un commento cattivo sul premier, e un ciellino (I suppose) ti bacchetta dandoti della maleducata, incivile e antipaticissima donna.
Ci sta.
Mentre rispondi alle sue reprimenda spedite puntigliosamente come bacchettate sulle falangi ti accorgi che fra una decina di poke ce n’è uno che mai ti saresti aspettato.
Ci sta. Nel senso che inviare un poke non significa niente di particolare.
Perchè lui, in realtà, non ci sta più.
E il fatto che non ci stia più ci sta.
Dopotutto la vita ce la inventiamo noi, giorno dopo giorno.
Felicità, illusione e disamore sono solo stati mentali.
Anche l’amore lo è.
Anzi (ve lo sussurro in un orecchio perchè ho paura di Cato censor e della sua penna severa), sono arrivata alla conclusione che sotto la parola più abusata del mondo la gente ci nasconda tutte le frustrazioni e le velleità inespresse, o castrate.
Il sesso è accoppiamento, finalizzato o meno, ma  solo accoppiamento.
La nostalgia e i ricordi sono alterazioni  della psiche, e se ti capita di rimetterti in asse, o di trovare diversivi più congeniali, “chi s’è visto s’è visto e buonanotte al secchio”.
Carpere diem è l’unica: piaccia o non piaccia.
Io ci ho provato, a dare senso e spessore ad ogni più piccola azione.
Invano.