Tiremm innanz

Di solito, se e quando scrivo, il titolo arriva per ultimo. 
Stavolta, invece, sono partita da lì, e lo spunto me l’hanno dato le ultime parole dell’e-mail di un’amica.
Oggi, cioè ormai ieri, come ho sputacchiato un po’ dappertutto, c’è stata la prima comunione di Enrica detta Chicca e da me Enrichicca, la secondogenita di mia sorella. 
La piccolina di casa grande, insomma.
Sono arrivata in chiesa col mio quarto d’ora buono di ritardo: e menomale che mi avevano tenuto un posto a sedere, o mi sarei distesa sulle scale.
Beh, io vado a messa solo in occasione di funerali, matrimoni e cose così. 
Se non posso farne a meno.
Il nuovo parroco ha l’aria gentile e lo zelo del pivello: ma non mi incantano più.
Lei, la scimmietta alla quale do i nomignoli più assurdi, era bellissima, con la sua tunica semplice e i capelli ricci tenuti dietro da un fiorellino.
Piccoli tesori convinti di quello che ascoltano: parole che parlano di una vita fatta  anche di dispiaceri, e magari qualcuno di loro i suoi, di dispiaceri, li ha già.
Però sorridono: è il giorno della festa e, diciamolo pure, dei regali.
Ai miei tempi andava bene anche una scatola di cioccolatini: oggi il mondo è stravolto.
Per un attimo mi si è fatto piccolo il cuore, pensando alla first communion di mio figlio.
Suo padre ed io eravamo separati già da un anno, ma all’evento ci presentammo insieme.
Ed eravamo, credo, l’unica coppia posticcia, fra tante coppie cosiddette regolari.
Nessuno conosce i fatti altrui, nè quello che passa per il cuore e la mente dei bambini, ma io sapevo quanto l’unno avesse sofferto, per quella cesura.
Scaccio via il magone: Riccardo a settembre compie diciotto anni, e Chicca ha avuto la sua bella festa.
Gli amici faccialibro vedranno le foto, ma solo quando avrò ricevuto anche le altre visto che il mio cellulare si è spento, dissociandosi.
Poco fa, mentre armeggiavo con uno stendino, ho fatto un movimento sbagliato, e la gamba, non chiedetemi come, ha compiuto una rotazione all’interno. 
Parlo della gamba sbilenca, ça va sans dire.
In un attimo ho visto un firmamento di stelle vicine vicine, ho visto Padre Pio, gli UFO e gli sbandieratori di Carovigno.
Ho ripreso le stampe, mie fedeli compagne (per la serie a ciascuno il suo), e mi sono trascinata fino al letto, dal quale, in real time, vi saluto come Ruggero Orlando.
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