La tana

Qualche giorno fa giravo ancora con sandali e maniche corte. Stamattina sono uscita di casa intabarrata come se dovessi andare sulla neve, e adesso sto scrivendo accucciata con la schiena contro il termosifone.
Il mio nemico numero uno è il freddo, ma è in ottima compagnia. Il nemico.
La serenità inusuale delle settimane scorse ha lasciato il posto ad un vuoto che riesce a riempirsi solo di irritabilità e pensieri ai limiti dello sconforto più assoluto.
Eppure…
Eppure ieri è stata una giornata particolare: la prima dopo quasi tre mesi di ansia angosciosa.
E se il destino elargisce spiccioli di speranza con una mano, con l’altra ti toglie definitivamente ogni velleità di ricucire amicizie costruite su terreni sabbiosi.
Quale amicizia, poi?
Mi basti sapere che quell’esame istologico, pur tremendo (leggere carcinoma ad alto grado di malignità fa sempre un gran brutto effetto), ha fugato la paura di invasioni “barbariche”. Almeno per ora.
E fa niente se sto diventando un animale solitario che si rifugia nella sua tana per paura degli uomini cattivi che brandiscono torce infuocate.
Chissà, forse stanno solo cercando la mia anima.

Tori Amos – Winter

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