sul mio personalissimo rapporto con certe agiografie

martino corrSan Martino campanaro, festa dei cornuti e pasta al burro.

San Martino della sagra parrocchiale con le caldarroste e la giocosità forzata di preti, bimbi e bigotte.

Mai condivisa.

San Martino di Cardarelli, dei tini di mosto che diventa vino, dell’afrore dei frantoi che impregna le mucose nasali.

San Martino della piccola estate che non rispetta più i patti, nel tempo in cui il rispetto è diventato solo una parola senza significato.

San Martino della mia infanzia, delle speranze ben nascoste fra preghiere e consuetudini, mai uno sgarro, mai un appuntamento mancato.

San Martino che socchiude la porta dei Morti, quella che non possiamo oltrepassare.

San Martino militare, designato post mortem  a proteggere i fanti.

San Martino di Francia e il suo mantello diviso per bontà.

San Martino e tante storie, vere o inventate, che fanno bene al cuore di qualcuno.

San Martino versus la corsa al relativismo: alibi, protezione, condanna.