avvelenata, con moderazione

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Si va avanti.

Si deve, credo, per il fatto che ci siamo.

E non è sempre sentirsi infilzati da uno spiedo gigantesco, o schiacciati da un masso.

Ci sono cieli sereni, di tanto in tanto.

Affetti consolidati e nuovi amici con i quali bere un bicchiere di buon vino.

Nonostante tutto il bagaglio alle spalle si deve procedere cercando di soffocare le incertezze e le paure, chè quelle, di ogni genere, non mancano mai.

Son cambiati i paesaggi e certe costruzioni, la vegetazione e la segnaletica stradale.

Sfidando rotatorie in crescita esponenziale mi chiedo, ogni volta, se ad aver imboccato la strada per prima sono stata io: così do la precedenza a chi non l’aveva e taglio la strada ad altri.

Sappiate che se muoio in auto sarà stato a causa di ciò.

Lo scrivo per celia, ma con la consapevolezza che tutto, ma davvero tutto, potrebbe capitarci in qualunque momento.

Perché, noi, mica abbiamo l’ombrello e i poteri di Mary Poppins.

Si va avanti, quindi.

Gli altri si aspettano ancora tanto, da noi, e noi non possiamo deludere.

Cioè potremmo, ma alcuni hanno nel dna la vocazione al sacrificio di se stessi e delle proprie, legittime priorità.

Se ne prende atto e si continua il cammino perché non si sa essere diversi, perché uno sguardo rammaricato farebbe più male di un pugno nello stomaco.

Già: ma “se io avessi previsto tutto questo”…

 

Francesco Guccini – L’Avvelenata