stiamo invecchiando senza rimedio (to Rome with love)

Ritorno al cinema per il grande vecchio, a pochi mesi da “Midnight in Paris”, e rimango delusa.
To Rome with love” dà l’idea di un’insalatona mista a tratti indigesta, a tratti sciapa.
Complessivamente il film (una sorta di commedia all’italiana condita da importanti ingredienti d’oltre oceano) è stiracchiato, e saltabecca da una storia all’altra senza un vero filo conduttore.
Meglio, un filo conduttore ci sarebbe anche, l’amore, ma a volte si confonde abilmente e si perde fra peripezie, confusioni esistenziali, gag divertenti ma prive di un minimo sindacale di logica.
Comparsate copiose di star italiane di oggi e di ieri, ma non basta.
Woody Allen è sempre se stesso: nevrotico e un po’ (simpaticamente) cialtrone, e forse i suoi dialoghi con la moglie nel film sono tra i pochi veramente meritevoli.
Com’è divertentissima la trovata della cabina doccia: l’unica che mi abbia fatto ridere di cuore. Divertente e originale.
Ma non è bastato: non secondo la mia opinione.
E si constata, con un po’ di malinconia, che gli anni d’oro del regista sono sfilati via già da un pezzo.
E che Zelig, Io & Annie, Amore e Guerra, Manhattan ed altri (anche quelli drammatici)  rimarranno a brillare nella vetrinetta delle storie più belle, nonostante un film di Allen valga sempre e comunque molto più del prezzo del biglietto.

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