metti, ma anche no

buon

Metti una sera di pioggerella insistente e cielo coperto, per cui la super luna non ha potuto ammaliarci.

Metti un viaggetto in direzione Bari Palese per il ritorno quasi notturno della nipote, fra elucubrazioni, sospetti e meste conferme.

Metti la nipote più piccola, che, non fosse stato per le sue battute di spirito, saremmo sprofondate in un pozzo di malumore: sua madre trascinata da me.

Metti un finestrino rotto a sorpresa dal cognato e le imprecazioni della sorella, costretta a scendere sotto la pioggia ad ogni casello.

Metti una serata che sarebbe stata piacevole se non avessi l’insanissima propensione ad infilarmi in vicoli ciechi e situazioni ai confini della realtà, per cui quando il quadro generale si presenta, nitido, nella sua interezza, rimango stordita come se mi avessero colpita con un bastone in fronte.

Metti questo, metti quello.

Sto sviluppando una profonda antipatia per i “social” che, piuttosto, definirei piazze virtuali in cui il pettegolezzo, anche cattivo, la fa da padrone.

L’uso parsimonioso e intelligente rimane l’unica condizione per potercisi fermare: avendo chiaro il concetto che della parola “amicizia” si fa uso e abuso.

La vita è altrove, l’amicizia vera si nutre di presenza e lealtà.

Cose di altri tempi, insomma.

La nipote atterra passate le 23, bella e sorridente come sempre, ed io penso a mio figlio in terra polacca, che a Natale non verrà, rendendomi le feste ancora più invise.

Decisamente non è un periodo grandioso, ma mi sono resa conto di avere una qualità che ha un nome che non conoscevo: resilienza.

Morrissey – November Spawned A Monster