l’aliena avverbiale

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A volte ci si sente in panne, anche senza motivi eclatanti. Ho conosciuto giorni peggiori, eppure mi muovo, molle e piuttosto demotivata, lungo i sentieri tortuosi della  vita.

Stasera è arrivata la botta di malinconia. A tradimento, perchè i colpi più tosti sono sempre inattesi.
Ed io continuo a camminare, molle e piuttosto demotivata, lungo i sentieri tortuosi di questa vita che mi sfianca e mi mangia l’energia necessaria ad andare avanti.

Ma andare doveCome? Soprattutto perchè?

Intanto ci sono i doveri. Poi le responsabilità, mille fiati sul collo e le recite a beneficio di chi non dovrebbe sapere nemmeno se ho fatto la spesa oppure se ho deciso di lasciarmi morire d’inedia.
E la voglia, insopprimibile, di mandare tutti al diavolo.

In un attimo di reflusso mentale acido ho ri-ri-ripensato di distruggere questa pagina web. Poi non l’ho fatto: meglio continuare a essere me stessa quisenza pretese, che tornare a interpretare le macchie di Rorschach sentendomi un’idiota.

Mentre scarabocchio  spalmo occhiate veloci sulla manciata di vecchie foto tirate fuori di fresco, chè con gli ossimori ci vado a nozze.

Intanto gli incroci delle rette tracciate in questo mondo parallelo, che ci vedono amici, confidenti e poi


niente, sbiadiscono piano come le scie degli aeroplani nel cielo.
Eppure vi porto tutti nel cuore, e ognuno ha il suo posto.

Stasera avrei bisogno di un miracolo, o di una sbronza magistrale.

Baustelle – Il Vangelo di Giovanni

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Un pensiero su “l’aliena avverbiale

  1. Eppure talvolta sei” da libro” anche se sei nata sul web. Sintatticamente ineccepibile, concettualmente persino troppo coerente, perfettamente in linea con la cultura di questi ultimi 70 anni. Potresti cancellare tutto, perché no? Scrivere per se stessi infine diventa stucchevole e chi ti legge da almeno un po” di tempo sente che la tua scrittura apre a dialoghi intimi, sponge a valutazioni sociotemporali non dozzinali. Non sei mai stata, a mio parere, commentabile, leggibile si ma non commentabile perché la lettura dei tuoi testi è troppo dolorosamente intima e rimanda a un universo complesso ed elastico che parte dalla relazione sentimentale e continua verso prospettive esistenziali diverse e autonome. Sei molto meridionale in questo e ti riconosco.
    Conservati Nicoletta amica mia. Non cedere al aenso di inutilità: ci sei stata, ci sarai finché resterà una traccia scritta del tuo mondo intellettuale. Palermo oggi ti sarebbe piaciuta assai. Salutiamo.

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