la casa di Amalia

Evaeva

La casa di Amalia, una villetta deliziosa immersa nel verde, è raggiungibile solo se ci sei stato cento volte, o se conosci bene le coordinate gps.

Io, che sono un po’ foca monaca, godo sempre del privilegio di accodarmi a suo marito, un santo in terra che mi aspetta ad una stazione di servizio convenuta.

Amo la casa di Amalia: vi si respira un’aria quieta ma divertente e pacificatrice, nel senso che i conflitti interiori che mi seguono come corvi si addormentano magicamente.

L’ospitalità squisita dei padroni di casa è un tutt’uno armonico con la calda e semplice bellezza dell’ambiente: c’è amore, nella casa di Amalia, e si percepisce tutto;

lo si sente come un abbraccio caldo sulle spalle curvate da freddo e solitudine, ed è impensabile l’idea di fare paragoni: non reggerebbero.

Spesso penso di non essere una buona amica perché ho un’indole solitaria che mi porta a sparire per lunghissimi periodi.

Anni, a volte, ed è una specie di piccola tragedia perché siamo creature a tempo, e non dovremmo dimenticarlo mai.

Mi illudo che chi mi vuol bene, ricambiato, possa riuscire a capirmi, ma l’arte del tirare la corda porta inevitabilmente all’esito che conosciamo bene.

La lunga strada percorsa fin’ora mi ha visto perdere rapporti che credevo consolidati, come se il mondo intero fosse stato tenuto a comprendere la mia indole balzana.

Invece l’amicizia è impegno; è schiodare le terga anche se non si è particolarmente in forma, o la schiena fa male più del solito, o, ancora, se la botta depressiva è arrivata all’improvviso, traditrice.

Non sono brava, ma porto nel cuore tante dolcissime creature che mi sono state vicine.

Ecco, io sparisco ma non dimentico, e serbo gratitudine eterna.

Se dovessi stilare una lista non mi basterebbe il resto del pomeriggio.

Amalia ha capito, e non mi ha mandata sulla luna, come, forse, avrei meritato.

Ed io so che, compatibilmente con i loro impegni, se domani decidessi di andare a farle visita, lei mi accoglierebbe a braccia aperte.

Lei che è un po’ generale e un po’ bambinona: decisa e comprensiva nello stesso tempo.

L’ultima volta che ci sono stata era per pranzo. Oltre ad un’altra carissima sodale comune c’erano amici suoi di Roma: simpatici, cordiali.

Il tipo di persone che vedi per la prima volta e che ti pare di conoscere da sempre, ed è vero che sono molto gradevoli, ma il merito è anche di Amalia, che sa assortire con giudizio e intelligenza.

Tempo fa, scherzando ma non troppo, le dissi che la sua casa è un’oasi zen.

Rise, guardandomi come solo lei sa fare, con la testa un po’ piegata da un lato.

In realtà l’aria tranquilla che avvolge villetta, alberi e animali è solo Amore, armonia, coesione.

Anima.

Poi vogliamo dire che Amalia, ottima cuoca e padrona di casa, prepara con le sue manine sante il miglior liquore all’amarena che io abbia mai bevuto in vita mia?

 

 

 

 

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6 pensieri su “la casa di Amalia

  1. Anch’io sono una che sparisce per lunghi periodi … e poi riappare. E’ che ci diciamo sempre che “C’è tempo”. Ho riannodato alcuni fili della mia vita negli ultimi due mesi quando purtroppo ho dovuto immaginare che questo tempo poteva non essere poi tanto … Io sono animale da “tana”. Mi piace starmene qui a casa mia a coltivarmi le mie piantine e malinconie e mi fa fatica tante volte il mondo. E’ storia lunga. Beh, mi sto dilungando un po’ troppo adesso. Passo e chiudo. ;)

  2. Ad una stazione di servizio non convenuta ti ho incontrata. Così. Dovrei dire reincontrata come sei sempre stata. La tua scrittura leggera, incisiva, profonda che la esaurisci di un fiato e poi ci torni: Nicoletta come sempre. Con molti passaggi da incorniciare, molta vita da rifletterci.
    Perchè ” siamo creature a tempo, e non dovremmo dimenticarlo mai”…è così facile citarti Nico. Salutiamo.

  3. Fossi Amalia non chiederei più nulla, Alidada. Anche se, per dirla tutta, bisognerebbe chiedere a lei che percezione ha di ciò che io ho descritto secondo la mia percezione. Di sicuro è una persona splendida. :)

    No, no, Svirgola, l’argomento mi interessa assai. Anch’io animale da tana, coltivavo piante prima che arrivassero i gatti. Adesso curo loro: sono i fratelli quadrupedi di mio figlio. :)
    Hai ragione: di tempo non ce n’è più tantissimo, e questa idea mi provoca soprassalti di angoscia che riesco a sedare a fatica.
    A presto. :**

    Enzo caro, tu sei fra i miei sensi di colpa incarnati. A volte guardo lo schermo e mi intimo di scrivere, ma rimango imbambolata.
    Però anche tu sei uno di quei pezzi di bella umanità incontrata nella “blogosfera”, chè facebook è una tagliola. A parte poche, felicissime eccezioni.
    Salutiamo, con affetto immutato.

  4. Io ti voglio bene, ed in queste quattro parole si racchiude l’essenza della nostra amicizia! Non chiedo perché è successo, tu hai saputo esserci in un particolare periodo della mia vita, ed io ci sarò per te: sempre

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