la piccola storia dei pupazzi colorati


Non è una cosa seria. Drammatizziamo le nostre vite, dipingendo a fosche tinte le vicende che ci accadono, i dispiaceri più laceranti, le storie finite, l’addio di chi abbiamo amato. Ma non è una cosa seria, per parafrasare Pirandello. Non lo è. Siamo formiche, esseri infinitesimali. A pensarci bene, visti dall’alto, da un Dio ipotetico che regga, eventualmente, il fili delle nostre vite, e delle membra, non possiamo non sembrare fantoccetti di pezza, burattini senza senso. Cosa immaginate che sia, alla fine, la perdita di una persona amata, se continuiamo a muoverci in maniera piuttosto scomposta nel marasma multicolore dei corpi e dello scenario sempre diverso ma sempre uguale di una vita, di milioni di vite intrecciate, confuse, abbarbicate a ideali e princìpi che ora, adesso, hanno valore perché ti hanno insegnato che è così ma domani, i princìpi, si diluiranno come tempera nell’acqua di una ciotola sul banco di scuola di un bambino? E quel bambino sono io siete voi sono coloro che adesso non vivono più con noi, in questo tempo, e sono coloro che ancora galleggiano in altre acque e non sanno che saranno pupazzi colorati, fantocci convinti di essere uomini liberi.

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4 pensieri su “la piccola storia dei pupazzi colorati

  1. Non sono d’ accordo, @Nic, poichè sarà pur vero che siamo fantocci senza un futuro, granelli di sabbia e di polvere che il vento, presto, spargerà sulla terra …. ma è altrettanto vero che “questi” granelli che siamo, abbiamo elaborato le Leggi della Gravitazione Universale, scritto A la Recherche du Temps Perdu, dipinto la Tavola de La Flagellazione in Urbino, e musicato la Fuga in La Minore ! Dunque, dalla vita non se ne esce vivi, come afferma @Ederlizi, ma ciò che, noi morti, ci lasciamo dietro NON conoscerà la Morte …. mai ! :-)

  2. Lo so, Manuela. Mi porto dentro un groviglio di cose, ma svolterò. Prima. :)

    Hai ragione, Cavaliereerrante: noi continueremo a vivere in quello che lasceremo: fossero anche solo dei simpatici aneddoti di famiglia. Per amor di cronaca preciso che il post risale ad alcuni anni fa, quando studiavo da cinica. Adesso ho ricominciato ad ascoltarmi.
    Grazie. :)

    Ecco, Enzo: in fondo era solo la risposta, voluta e arrabbiata, alle ingiustizie che tutti sperimentiamo nella vita, prima o poi.
    Pian piano il muro di recinzione sta cadendo: pezzo dopo pezzo.

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