le comete

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Lontano nel tempo, al tempo delle notti di ferragosto trascorse inchiodati al desco familiare fra zii simpaticamente brilli e zie (le consorti) acide come yogurt, noi, poco più che bimbi, attendevamo la fine di cena e pantomime.
Trascinavamo quindi le nostre piccole sedie sul terrazzino buio e da lì guardavamo il cielo pulito di agosto perdendoci in fantasie e affermazioni improvvise: di aver visto una stella cadere. Milioni di stelle.
Anni dopo, in verità non tanti, avrei incontrato te.
Capitato dalle mie parti all’improvviso come Jeff Bridges in un vecchio film. Sparito all’improvviso come la coda di una cometa.
Sei rimasto nascosto in una circonvoluzione del mio cervello per decenni, virus inattivato, ma i risvegli son spesso deludenti. Si cresce, e non si sa mai come. Da oggi di te mi resterà  ancora meno.
Il modo di muovere il collo, sempre lo stesso, e la risata allegra, contagiosa.
Il resto è diventato una coperta patchwork troppo striminzita per scaldarci entrambi, quando tornerà l’inverno.

Dire Straits – Telegraph Road

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