ne approfitto per augurarvi di sopravvivere alle feste…

donna scrive 1

Perchè io valgo.
Parole che invitano all’autostima, diventate lo slogan di uno spot pubblicitario.
Io valgo
senza presunzione
nonostante la valanga di giorni festivi
che mi maldispone.
E non sarò simpatica nè popolare, ma mi importa veramente poco.
La parola magica è “affinità”.
Spiriti affini, venite a me: vi accoglierò a braccia aperte, con la piena consapevolezza della reciproca accoglienza, calda e cordiale.
Il resto son parole dette per circostanza, talmente stentate da obbligarci a farfugliare, non vedendo l’ora di allontanarci, o di mettere giù il telefono.
Sì, mi è capitato di essermi sbagliata, nonostante il fiuto affinato di un segugio.
Mazzate docunt, ma a volte non abbastanza.
Perchè, normalmente, io “sento” la disposizione altrui nei miei riguardi, e sento cambiare il vento, quando cambia.
Ho fiutato l’aria, mi sono fermata e adesso, lentamente, torno sui miei passi.
Nessuna idea di una sottospecie di compatibilità, anche blanda, su cui provare a costruire una piccola capanna di legno.
Solo una facciata approssimativa, per nascondere quello che non c’è mai stato.
Devo scegliere: sparisco come un fantasma o mi faccio bastare la facciata, io che detesto bugiardi, ipocriti e sepolcri imbiancati di ogni risma?
Spesso sono drastica, ma stavolta provo a fare quello che fanno in tanti: abbozzo, mi regolo di conseguenza e tiro per la mia strada.
Che non prevede la presenza forzata di chi non vuole esserci.
Dopotutto cammino bene anche da sola e, visto che ci sono, inizio ad accatastare in una scatola tutto ciò che butterò via insieme a questo anno agli sgoccioli.
Forse non è mai troppo tardi, davvero, per ripartire da se stessi, col proposito fermo di scegliere i compagni di strada con criteri più logici e sani.
Questo periodo di doloroso letargo finirà, è solo questione di tempo.
Dopo, volterò una pagina mediocre, anzi chiuderò il libro, avvalendomi, almeno per una volta, dei diritti del lettore di Pennac (ovviamente in senso traslato).
Se mi capiterà di rimanere in superficie, perchè è esattamente ciò che mi si chiede, lo farò, ma questo non mi intaccherà mai dentro.
Perchè io valgo, appunto.
Approfitto di questa lettera a me stessa per augurare buone feste a voi, che state leggendo.
Ciascuno le intenda a modo suo, ma sia sereno.

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piccole trame

luz

Ci sono attimi che si dilatano in maniera innaturale, come se il tempo fosse solo l'invenzione di una mente perversa.
Attimi in cui sei assolutamente sola con te stessa: una statua che pensa.
E ti chiedi dove sia la verità, chi ne è depositario.
Ti domandi se l'uomo dal sorriso buono ti ha mentito come fanno tutti, o se ha edulcorato una realtà amara come cianuro.
Naturalmente ti sfugge il perchè, ammesso che un perchè ci sia.
La vita dovrebbe essere una strada dritta, piacevole, ombrosa e sterrata al punto giusto.
A volte può succedere di dover mentire: per salvaguardare qualcuno, per proteggerlo.
Ma le menzogne gratuite?
A chi appartengono?
Chi le fa sue per diletto e chi per l'altrui dileggio?
Ecco, in questi attimi dilatati all'inverosimile io mi perdo, e perdendo il bandolo della matassa mi disfo come un gomitolo di emozioni e sentimenti in balìa di quel che non sono in grado di comprendere.
Panico, smarrimento, delusione, ma basta distrarsi; basta cercare un appiglio salvifico di qualunque genere.
L'importante è staccarsi da ciò che fa male, prendere le distanze e andare altrove, a respirare aria nuova.
E, detto tra noi, mai come in questi ultimi anni sto avvertendo l'urgenza di andare via, lontano da condizionamenti, recite involontarie ma previste (e prevedibili).
Via da un presente privo di ossigeno e da un passato che mi sta addosso come un brutto corvo gracchiante.
Il futuro è un problema che non mi pongo, ma vorrei tanto presentarmi ad esso monda dall'inquinamento dei miei pensieri di sempre.
Libera.

David Bowie - Where Are You Now?

La foto è di Marlie Morante,Luz de Aurora photography

solo opinioni molto personali

hands

Forse la donna e l’uomo non sono fatti per vivere insieme.
Cioè per convivere, coabitare, coesistere.
La continuazione della specie, ammesso che ciò abbia ancora un senso, non dovrebbe prevedere necessariamente un ammasso di catene arrotolate sulle spalle.
Eppure siamo circondati di coppie: lo siamo stati anche noi.
Il fatto è che ci sono maggiori probabilità di durata se si è iniziato un percorso insieme da giovani.
Certo, l’amore (inteso come passione, fusione, complementarità) è destinato a scemare: rimangono la conoscenza reciproca, quella delle proprie, vicendevoli debolezze, il “sapersi”.
Incontrarsi nel mezzo del cammino è una sorta di falso scopo.
Il cuore è invecchiato, forse prima di tutto il resto.
Ci si può illudere.
A volte si sceglie di stare insieme o, peggio, di convivere.
Per appassire appoggiati alla stessa balaustra, per assistersi, per declinare faccia a faccia, perdendo ogni giorno un grammo di autosufficienza e dignità.
Eh, sì, io non conto nulla, ma se ci estinguessimo non sarebbe un gran danno.
Siamo dinosauri: a noi seguiranno forme di vita intelligente.
Post scriptum.
Buona festa della riproduzione per partenogenesi a tutti.