superficial

incomprensione

Probabilmente era tonta, e non sempre conscia di ciò che volesse davvero, ma di una cosa era certa: aveva smesso di sognare anche le cose possibili.
Da tanto.
“Chi si mostra sicuro delle aspettative degli altri dimostra, spesso, di non avere una buona mira nel mettere a fuoco i loro desideri più veri.”
E, quel che è peggio, si nasconde dietro un muro di triste sicumera costruito su impressioni sbagliate.
Così ci si allontana, e di mezzo ci si mette anche il mare, al quale nessuno affiderà mai una stupida bottiglia con dentro stupidissimi pensieri che parlano di sentimenti nati morti.
Pubblicità Progresso:
prima di pronunciare sentenze azzardate PENSA.

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le stagioni della vita

allontana

Se sei al mondo da abbastanza tempo finisci per conoscere l’andamento delle faccende umane.
Ognuno di noi si porta dentro ferite, anche molto antiche, il cui ricordo ha marchiato la nostra psiche indelebilmente.
C’è chi fa spallucce o, peggio, deride questo modo di pensare, ma (io) rimango fermamente convinta del fatto che il passato continua a vivere in noi, e può essere nostalgia, sofferenza ma anche tenerezza.
Siamo cresciuti senza aver ancora completato il processo, che continuerà finchè non diremo bye bye a questo mondo.
Così, magari perchè ci è capitato, proviamo ad intessere rapporti umani di tipo affettivo.
A volte molto affettivo.
Spesso un’interfaccia costante non è possibile per cause di forza maggiore davanti alle quali, di solito, io alzo bandiera bianca.
E non per pusillanimità, bensi per paura di perdere altre manciate di piume.
Oh, certo, le rassicurazioni sono importanti, ma altrettanto lo sono paletti, staccionate e tutto ciò che ci relega ad essere figure irrilevanti.
La fiducia è una cosa seria (blaterava uno spot di molti anni fa), ma va alimentata nella maniera giusta, con le parole giuste.
Facendo in modo, se possibile, di non confinare chi ha diritto di replica limitato al ruolo di pària.
Così, dopo una magnifica e indimenticabile giornata di sole, è arrivata la stagione delle nuvole nere e delle piogge.
Un passo falso mi è stato abbuonato con magnanimità.
Il secondo, dettato dalla paura, è stato fatto passare a calci per la cruna di un ago.
Se mai ce ne dovesse essere un terzo, so già che sparirò, senza aspettare duri rimproveri e inviti mirati a non rompere le balle.
Beh, dopo un passato ricco e prospero di incomprensioni non è quello che ci si aspetta, ma se è quello che tocca si può sempre, con un colpo di reni ed uno di dignità, salutare con educazione e fare quello che, ormai, si è abituati a fare bene: eclissarsi.

Dream Theater – To Live Forever

baratti

mm

Certe persone non sono quel che avevi pensato.

Sorrisi e modi gentili possono non voler dire nulla.

Possono non voler promettere niente, laddove una promessa non è un cappio al collo.

Non c’è amore, non c’è storia senza il senso della condivisione di qualcosa, o di qualcuno.

Amore che può cambiare aspetto ma continuare a sussistere grazie all’idea del o dei qualcuno in comune.

Poi ci sono le eccezioni, ma nessuno ci ha mai assicurato che non esistessero persone senza cuore, ciniche, alterate.

Cattive.

Persone che hanno barattato l’affetto più importante della vita con una sottospecie di surrogato fatto di situazioni varie ed eventuali.

Io non sarò normale, anzi di sicuro non lo sono, e nemmeno mi importa, ma sono attenta al valore e al peso dei sentimenti.

E se mi accorgo che sto sbagliando, perchè accade, e pure spesso, mi allontano, ferita dall’aver ormai assimilato l’idea che la correttezza non paga quasi mai, e che ci sono uomini, meglio maschi, che andrebbero confinati in un recinto di filo spinato.

Pearl Jam – Black

La foto è di Marlie Morante e la trovate su Luz de Aurora Tumblr

eleven

triskell

L’11 ottobre, se avesse fatto un balzo all’indietro di un mese, sarebbe stato la rievocazione di una Tragedia.
Ma in comune c’è solo l’11.
Che io ricordi, me n’è sempre capitata una.
Da ragazzina caddi con la bici, grattugiandomi il viso sulle pietre.
In viaggio di cozze, l’11 del ’91, ebbi una discussione col mio ex marito a proposito di una cretinata che nemmeno ricordo.
Anni dopo, per la precisione otto, mi tranciai un dito con una pirofila rotta: mio figlio scattava foto al pavimento dicendo “ma’, sembra Cogne”.
Io, sentendo che stavo per svenire, mi sedetti per terra, bianca come un cencio, e aspettai che qualcuno venisse a quantificare l’entità del danno.
Altrove, quel giorno, si festeggiava.
Dopotutto la vita è una mega farsa nella quale recitiamo il ruolo assegnatoci; però è una sorta di Truman Show, quindi soffriamo per il diletto di chi ci vede annaspare con aria quasi annoiata.
Oggi mia cugina ha compiuto 40 più (non si può dire) anni.
E stamattina, giusto per non smentire la fama di questo giorno che non mi vuole bene, sono stata seppellita sotto metri di polemiche, errori, fraintendimenti.
Who cares?
I giorni andranno avanti lo stesso: chi ha il fianco coperto camminerà con maggiore sicurezza.
Chi è perimetralmente e cubicamente solo penserà ai fianchi altrui con una punta di invidia mista a scoramento.
Poi si scuoterà, berrà qualcosa e inizierà a ridere e a fare comunella come se niente fosse accaduto.
Beh, in fondo non è accaduto niente, poichè siamo solo figurine di cartone pressato nella baracca di un tirassegno.

Eminem – When I’m Gone

La foto è di Marlie Morante, Luz de Aurora Photography

ellapeppa, la fiducia è una cosa seria

forna

Sì, diciamo le stesse cose ma non ci capiamo.
Opinabilità di uno stato d’animo che contempla il nostro “affidarci” all’altro/a.
Così, senza nemmeno sapere comedovequandoperchè, mi ritrovo ad essere stata confinata in una sorta di recinto virtuale che non ammette più eccezioni.
A meno che, magari, io non mi inginocchi e vada in pellegrinaggio almeno a Loreto.
Un dì, quasi senza preavviso, arrivarono i precetti, con i loro punti fermi e fuori discussione.
1 – Riduzione progressiva dei messaggi di saluto fino alla scomparsa degli stessi.
2 – Proibizione delle telefonate oltre un certo orario (ok, il motivo c’è, ma sarebbe bastato parlarne prima, e con più incisività e tatto).
3 – Accettazione senza se e senza ma di situazioni che, al solito, il mio Io, atrofico come le tavole di Mosè, non riesce a comprendere. Comprendere si può, seppur obtorto collo, ma l’accettazione è roba da santi o extraterrestri.
4 – Ultimatum brutto brutto, di quelli che spezzerebbero le gambe ad un lottatore di sumo, o che, meglio, farebbero scappare alla velocità della luce qualunque donna dotata di un q.i. poco più che sufficiente. Ed io, non so neanche perchè, ho preparato il tascapane ma non ho mosso ancora un passo (forse ho il quoziente intellettivo di un protozoo).
Va bene, i rapporti umani non sono sempre facili, soprattutto se si ha sulla groppa un vissuto pesante, ma se X è riuscito a buttarsi il passato alle spalle con due colpi di vanga e Y non ci riesce proprio, perchè minacciare, dettare leggi, ostentare una freddezza che cristallizzerebbe l’Equatore?
Y non ha mai chiesto per ottenere, ma solo per sapere, e certe volte sapere è difficilissimo.
Si è autoconvinta di essere in errore, poi ci ha ripensato e, sì, avrebbe voluto proporre l’ipotesi di concorso di colpa, ma come si fa a discutere con chi, da un giorno all’altro, si è trasformato in un fustigatore di costumi dalla mente rigidamente divisa in compartimenti stagno e da una generosa manciata di verità inconfutabili in tasca?
Se solo la gente si rendesse conto del male che fa, dell’assurdità di propinare dogmi “perchè se ti dico che è così è così”, forse ci si potrebbe parlare con più calma.
Addirittura con serenità.
Però, seppur ferma col tascapane sulle spalle, attendo chiarezza.
Dopo posso andare via senza aver arrecato grossi problemi, a parte un po’ di esercizi atti a tenere a bada il mio essere pesante e rompiballe.
“Accetto il crucifige e così sia”, come il Guccio, pronta a voltarmi per sempre e a riprendere la mia strada.

Temple Of The Dog – Times Of Trouble

La foto è di Pierfranco Fornasieri, Photographic View

guerre

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Non so perchè, di preciso, ma mi sento sconfitta.
E frustrata e abbattuta e triste.
Come volete si sentano gli sconfitti? Al settimo cielo? Vorreste vederli saltare di gioia, stappare bottiglie e liberare centinaia di palloncini colorati in aria?
No, Vostro Onore.
Non ho mai preteso, se non da me stessa.
Pretendere è un verbo che mi piace poco.
E non ho mai obbligato nessuno, se non me stessa.
Anche obbligare è verbo detestabile.
Ammetto di avere qualche problema che mi porta ad essere una rompicoglioni a livelli esponenziali, così come ammetto di non avere la giusta elasticità mentale per capire certe situazioni della vita, o per collocare ogni persona o fatto al suo posto.
Ecco, qui mi confondo, e forse, forse, potrei dare l’impressione di avanzare pretese, ma non è così.
Bisognerebbe avere la capacità di entare in certe menti, organizzare delle fantascientifiche visite guidate per capire quello che, allo stato attuale delle cose, non si capirà mai.
Gli sconfitti, in genere, provano ad eclissarsi, ad uscire di scena in silenzio.
Vorrebbero tornare indietro per arrendersi e godere delle grazie del vincitore; sì, presi dallo sconforto della solitudine più opaca sarebbero disposti a mendicare clemenza, pur di avere anche solo l’illusione di una boccata d’aria.
Vorrebbero; tornano e ritornano col pensiero alle origini della guerra e ammettono, eccome, di aver avuto delle colpe. Anzi, addirittura, di aver scatenato la guerra stessa.
Ma solo per l’endemica incapacità di gestire situazioni che ne richiamano alla mente altre passate.
E questo non lo capiscono, gli altri, e se lo capiscono non possono caricare sulle proprie spalle anche il peso di questi miseri guerrafondai che, alla fine, son solo in guerra contro se stessi.
Un pizzico di clemenza, uno di concessiva magnanimità: forse anche un tot di sincera benevolenza, perchè chi si scaglia contro l’altro, armato di spada e scudo di carta, non può essere considerato un pericolo reale.
E quindi, Vostro Onore, la sconfitta diventa armistizio.
E ogni armistizio, si sa, contempla veti e condizioni.

David Bowie – Wild Is The Wind

La foto è di Marlie Morante e la trovate su Luz de Aurora Tumblr