nella torre dei mille gatti…

ash

Vi supplico, stelline pelose: non seguitemi, non guardatemi, anzi avvicinatevi a me con istinti aggressivi.

Soffiatemi contro, inarcate il dorso e manifestatemi la vostra più assoluta ostilità.

Siate odiosi. Graffiatemi.

No, perché in cortile, fra altri quadrupedi felini, girano Ash e Rocco, entrambi tanto dolci e tanto magri.

Io li rifocillo, e mi sento una mamma adottiva a distanza, ma odio le distanze, e se non vivessi in un appartamento, seppur comodo e dotato di vasti balconi-veranda, me li porterei su molto, molto volentieri, insieme alla micia siamese che, nella casa al mare, ha partorito un piccolino tutto scuro.

Peccato che, accortasi dell’involontaria violazione del nascondiglio, se ne sia andata chissà dove col suo piccolo.

Giusto ieri mia madre, che ama i gatti ma “non in casa”, l’aveva battezzata Veronica.

Insomma, che Veronica torni con suo figlio o che sia andata in cerca di un posto migliore, Ash e Rocco li vorrei qui, a casa mia: e sarebbero dieci.

Mi rendo conto che qualcuno mi guarda come se fossi una strana persona, se non un’aliena.

Si dà il fatto, però, che io abbia finalmente realizzato di essere quella che sono e non un’altra, magari conforme ai dettami di una società che, forse, ci vorrebbe tutti omologati.

L’unico al quale non vorrei creare mai imbarazzo è mio figlio, ma anche lui ha capito che sono fatta così: non così male, dopotutto.

E dire che tutto incominciò per caso tre anni fa, quando una micina secca mi seguì fino a casa.

La accolsi volentieri, e quello fu l’inizio di un imprevedibile (ed imprevisto) innamoramento che perdura e che, anzi, va intensificandosi in maniera preoccupante.

So bene che non è affatto razionale, ma vorrei prendere altri trovatelli in casa partendo dai due giovanotti che bazzicano il cortile.

Che qualcuno sappia, è una malattia?

Mia madre non ha dubbi.

David Bowie – Cat People

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8 pensieri su “nella torre dei mille gatti…

  1. Non è una malattia, secondo me è un momento in cui hai bisogno di affetti e amore disinteressati. Con i gatti vai d’accordo da sempre dunque perchè meravigliarsi? Piuttosto, gatti a parte, quando riprendi a scrivere di altro? Io voglio avvertirti ( così lo sa anche Ederlezi) che ho riaperto al pubblico ( venghino signori e signori!) LA VITA ALTROVE. La mia sì che potrebbe essere definita una malattia.

  2. @Ederlezi – sai bene che lo faccio di tanto in tanto: puoi scegliere di non leggere certi post. Ciao

  3. Ederlezi, Enzo, giuro che non parlerò solo di gatti, ma per riprendere ad essere quella che “fui” dovrei fumare roba molto pesante. :D

  4. Nico, non so come “fosti”, ti ho conosciuta così come sei ora. Sono molto diversa da te, lo sai, ma ti riconosco la capacità di scrittura e l’intelligenza.
    Che, a pensarci bene, sono strettamente legati: uno stupido che scrive bene non credo possa esserci :)

  5. @Enzo, è un mio limite: non riesco a non leggere. Peccato, perché delle volte scrivi cose belle.

  6. Amare i gatti non è una malattia. Se non sei come sei, non sarai utile ne’ a te ne’ agli altri e starai male veramente. Una signora morta quasi centenaria diceva questo ai suoi figli: “per far andar bene la casa deve stare bene la donna, sa non sta bene la donna non va bene neppure la casa”.

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