biglietti da visita

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Ogni vita è fatta di incontri.

Alcuni, marginali, ci sfiorano appena.

Altri, che marginali non sembravano, ci aprono in due come scatolette di tonno.

Altri ancora, la maggior parte, ci insegnano qualcosa, anche nostro malgrado.

Quel che fatico a sopportare è, sempre e comunque, la supponenza, l’implicita, tacita, arrogante affermazione della giustezza delle proprie idee o punti di vista.

Un po’ di tolleranza in più, e parlo di tolleranza vera, non guasterebbe mai.

Purtroppo io son brava a presentare subito il peggio di me stessa.

Come molti usano dire oggi, lo faccio “di default”.

Sbagliando, perché, inevitabilmente, questo atteggiamento condizionerà i miei rapporti futuri con gli altri.

Immaginate un dialogo surreale.

  • Ciao, sono Oreste.
  • Ed io Nicoletta.
  • Che fai di bello nella vita?
  • Soffro di periodi un po’ così, di tanto in tanto, e prendo qualcosa per dormire, dato che sono molto ansiosa. Suppongo ciò sia imputabile alle mie esperienze passate visto che, tra l’altro….

STOP. SBAGLIATO.

Nemmeno un bipolare grave o un serial killer si presenterebbe così.

Le mie modalità di approccio creeranno subito nell’interlocutore la quasi certezza di trovarsi di fronte ad una specie di mitomane.

E’ che son fatta così.

Parlo subito di ciò che non va perché immagino, nella mia ingenuità di fondo, che gli altri possano essere interessati a voler scoprire il buono che c’è in me.

Molto spesso, invece, mi accorgo ben presto di aver tracciato il solco che porterà ad una strada sbagliata, fatta di incomprensioni, fraintendimenti, diffidenze di vario genere.

E dire che il mondo è pieno, anzi stracolmo di millantatori da due soldi, di mitomani veri, di boria e presunzione a gogo.

“Cazzo, sono un’idiota”, per citare Silvestri.

E chissà se troverò mai un altro spazio per una provvidenziale inversione a U.

Strokes – Reptilia

siempre alerta

Marlie Luz

La gente dice che…

Qualunque cosa dica io, testarda come un mulo, continuo ad andare dritta per la strada che ho imboccato qualche tempo fa.

Strada a tratti brulla e solitaria, ma priva di buche e tagliole per animali in buona fede.

Eppure a volte accade di farsi tentare da una deviazione che promette un minimo di ristoro all’ombra di quieti alberi secolari.

Giusto il tempo di accorgersi che la vecchia e solida quercia è un’illusione ottica, come le oasi per i viandanti nel deserto.

Se si è sufficientemente allenati agli abbagli si girano i tacchi velocemente, e ci si reimmette sulla vecchia, cara strada senza brutte sorprese.

Inoltrarsi a lungo in “strade – miraggio” può fare malissimo, perché le figure che appaiono quando ci si sente soli e spersi sono più suadenti e vacue delle sirene che incantarono Ulisse.

Ne so qualcosa, ahimè, ma la mia rinnovata diffidenza (dio, quanto spesso si rinnova) a tutt’oggi rappresenta la mia ancora di salvezza.

Perché le mistificazioni sono pane quotidiano per tanti, ma io sono a dieta, e scelgo sano.

Buenas noches, mis amigos.

Siempre alerta.

Manu Chao – Por Ti (Libertad)

La foto è di Marlie Morante, Luz de Aurora Photography

una domenica

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Ci sono giorni che sarebbero perfetti per sparire.

In una domenica calda e assolata d’estate, per esempio, mentre la gente si riversa sulle spiagge in branchi oppure si concede la scampagnatella fuori porta.

Quando i contenitori di umanità varia si svuotano c’è sempre una piccolissima isola fitta di vegetazione nella quale rifugiarsi.

Al riparo dall’impietosità del caldo soffocante, delle risa sguaiate, del continuo cicaleccio senza contenuti.

Protetti da chi si professa amico senza esserlo, da chi finge di ascoltare, e intanto pensa ai fatti suoi; protetti da quella brutta abitudine, sempre più diffusa, che io definisco comprensione di facciata.

Isole su isole: potremmo ambire ad esser questo.

Con brevissime escursioni mirate in compagnia di chi riesce a farci star bene, anche se solo per poco.

C’è una spaventosa ridondanza di parole su parole e buone intenzioni sbandierate solo per far bella figura.

Beh, ringrazio poichè beneducata, ma a tutto ciò preferisco la quietezza  delle mie scelte, il silenzio dei pensieri.

Chris Botti, Sting – La Belle Dame Sans Regrets

La foto é di Marlie Morante, Luz de Aurora Photography