all’antica

angelo-della-morte

Cos’è che non va?

Attimo di perplessità e di panico.

Ecco il colpevole: il volume dell’audio.

Troppo basso scivola via senza colpo ferire, a palla stordisce e ingarbuglia i pensieri, già sofferenti di loro.

Ancora una volta (temo di aver perso il conto)provo a mettere ordine in ciò che l’ordine, questo sconosciuto, non l’ha mai conosciuto manco per sbaglio.

Perché, lo sapete, ordine non è solo riporre i pullover nell’armadio in base al colore o al peso della trama.

E non è nemmeno lucidare la scrivania come se ci si dovesse specchiare.

Ordinare, anzi provare a dare senso compiuto a quello che ci circonda vuol dire caricarsi sulle spalle un lavoro davvero improbo: incasellare con meticolosità e, possibilmente in ordine cronologico, tutto quello che ci è accaduto, che ci ha segnato, che ha fatto di noi persone diverse da ciò che avremmo mai potuto solo lontanamente immaginare.

E tutto scorre, panta rei, fino alla prossima pausa necessaria.

A riflettere, a cercare di capire, a provare a spiegare a se stessi genesi e apocalisse di ogni residuo tentativo dell’anima in cerca di completezza, o almeno di ristoro.

Forse siamo nati per soffrire, come qualcuno vorrebbe farci credere.

Forse siamo incapaci, o solo maldestri.

C’è che mi rialzo, oggi come allora, e sento dentro una gran voglia di vita alla quale si contrappongono le disillusioni stratificatesi in anni alla ricerca di me stessa.

Non so se arriverò mai a capire il perché delle vicende della mia esistenza, ma andrò avanti finchè avrò la forza e la voglia di farlo.

Finchè non mi sarò resa conto dell’effettiva utilità di anni (anni!) di ricerche, autoanalisi, dissezione quasi chirurgica di ogni moto spontaneo di quella parte di noi che qualcuno chiama anima.

Ride – Vapour Trail

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4 pensieri su “all’antica

  1. Per un materialista è la prova più ardua, dare un senso a questa ricerca essendo convinti che non resterà nulla.

  2. Il mio ordine è nel caos delle vite vissute. Nemmeno lo spolvero. Piuttosto mi chiedo dove accidenti sia il sentiero che porta fuori, altrove, chissà dove ma da qualche parte che sia più. Più bella, più assolata, più allegra, più intensa… basta che sia più. :)

  3. Abbassa un po’ il volume Nico, però la musica è veramente buona…
    Ordine? Serve ma ci vuole una vita diversa, forse bisognerebbe essere meno curiosi, meno sfrontati, meno aggressivi, meno colti. Forse.
    Serve l’ordine, adesso per esempio mi servirebbe, mi darebbe più spazio, più aria. Ma non ne ho, non ne trovo. Ma lo cerco sempre. Non cerco analisi troppo approfondite, fanno solo male, non cerco perchè inventati, in fondo la mia vita è andata in buona parte e si spiega benissimo da sola: troppi errori.
    Ho usato il mio tempo appresso a cose così…eteree, bellissime ma Inutili ai fini di una buona organizzazione esistenziale. Il desiderio di vita aumenta a vista d’occhio come quello che descrivi tu. Se lo afferro… te lo scrivo.

  4. Ugolino, è la stessa ambascia nella quale mi dibatto, ormai, da decenni.

    Per anni ho creduto che un sentiero diverso ci fosse, Manuela.
    Forse l’ho anche cercato, senza saperlo, ma alla fine mi sono arenata.
    E arresa. Però a tratti mi pare di non esserne del tutto convinta.

    Sai, Enzo, spesso mi sento dire che sono pessimista, e anche peggio; d’altronde non faccio nulla per sembrare diversa da quella che appaio, ma una voglia prepotente di vivere mi assale ancora, spesso alla sprovvista.
    Poi pian piano va scemnado, anche perchè mi sto irrigidendo in una vita buia e silenziosa che a volte mi opprime, e più spesso mi fa sentire al sicuro.
    Non so bene come spiegare, e non mi accade spesso.

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