l’Ombra

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La mia immagine è quella di un piede che sta per calpestare un fiore: non so se sono il piede, non so se sono il fiore.
Forse rivesto entrambi i ruoli: vittima e carnefice di me stessa e di ciò che non posso controllare.
Siamo fragili, sottili fogli di cristallo in balìa di quel che ci è nascosto, e a volte tutto, intorno, sembra avvolto nella nebbia più fitta e gelida.
Tutto, in realtà, è celato: perfino una parte di noi a noi stessi.

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amore porco cane

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Amore è parola usata spesso a sproposito.
Come dico sempre, si possono amare le piante, gli animali o i rossetti colorati.
Il rapporto fra due esseri umani implica una qualità che spesso scarseggia: la capacità di accettazione. Anzi, la voglia, il desiderio di ciò.
Se certe mie abitudini, tutto sommato innocue, urtano la tua suscettibilità, vuol dire che non sopporti nemmeno me, che quelle abitudini ho fatto mie senza che mai ledessero in alcun modo la tua libertà di essere quello che vuoi.
Si ha un bel dire.
L’amore, se è vero e non tarocco, contempla la voglia, il desiderio, il bisogno dell’altro esattamente com’è, pregi e difetti inclusi.
Che, a volte, possono infastidire, ma che non dovrebbero essere mai la causa scatenante di una guerra fatta di piccole e grandi battaglie e scontri fino all’ultimo colpo.
Io l’ho sempre pensata così, e più invecchio, più me ne persuado.
Se ci si allontana o, peggio, ci si perde, qualcuno aveva sbagliato di più.