senza confini, senza barriere

rose morte s

Non voglio chiamarti
chiedere per sapere
– ma sapere cosa, poi?-
Ti custodisco in una teca
a mezz’anima.
Immagino, a volte, e più spesso son realista.
Però sei nella teca
a mezz’anima
e spero ci stia comodo.
Oggi eri con me e mio padre
tombe e fiori e pace ovunque.
Non è forse un addio la pietra tombale di un amore?
Ho percorso i viali sorridendo dentro di me.
Eri accanto, e guardavi le croci e i particolari più suggestivi.
Ne abbiamo anche parlato, bisbigliando tanto da non essere uditi.
Non mi aspetto che tu mi risponda,
anzi non è davvero necessario.
E’ buono e giusto che ciascuno serbi i ricordi che sente congeniali.
Può essere che tu non ne abbia più alcuno, che io ti appaia, nel ricordo, un’anima inquieta che aveva incrociato la tua inquietudine e nient’altro.
Mi va bene così: se un tempo ho avuto aspettative adesso sorrido al mio passato tenero, difficile, ingarbugliato.
Era un percorso obbligato e noi ci siamo passati, come da copione.
Non so tu, ma io mi sono seduta, e cerco di stare comoda.
Guardo cosa ho intorno adesso, mi adeguo e accetto.
A volte mi infrango contro gli ostacoli come la spuma del mare sugli scogli, ma poi torno a tremolare quieta sotto il tenue riverbero della luna.
Io sono quella che sono stata.
Adesso guardo il libro della mia vita, socchiuso, e non mi aspetto nulla, se non l’accettazione totale del ruolo che fui chiamata ad interpretare, sapendo che avrei incontrato gente, la più disparata.
Tra questa gente sei passato anche tu.
Forse non ti importa, forse rideresti delle mie parole, ma oggi ho la fermezza che viene dalla riconciliazione con me stessa, e dalle attenzioni che ho iniziato a dedicarmi, maledicendomi per non essermene curata per troppo tempo.
Ti auguro ciò che auguro a me, e mi pare di aver detto tutto.

Edoardo Bennato – Ogni favola è un gioco

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4 pensieri su “senza confini, senza barriere

  1. Mi piace leggere della tua riconciliazione.
    La felicità non è un articolo di lusso ma un bene primario.

  2. SEmbri malinconicamente serena: commentarti è quasi sempre impossibile, leggerti invece è facilissimo ma si rimane lì. Probbabilmente è giusto così.

  3. Enzo, ci sto solo provando. Di certo la malinconia dev’essere nata con me.
    Mi piacerebbe un’interazione, rigogliosa e continua, come quella di alcuni anni fa, ma temo che quel tempo sia passato.
    Forse è passato solo per me.

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