i confini

filo

C’è qualcosa che non va, oltre quello che non va di solito?
Ascoltare non è guardare chi ti parla pensando ai fatti tuoi, e, magari, dispensare parole e consigli a caso.
E’, invece, fare propri i problemi altrui, almeno finchè durano le confidenze;
immedesimarsi, provare a cercare soluzioni adeguate.
Peccato che, ormai, per ricevere attenzione si debba pagare tanto, ma tanto, per ogni ora concordata di ascolto.

Ognuno guarda l’orizzonte,
di fronte alla sua solitudine.
A volte è un foglio trasparente,
più spesso un filo spinato contro cui farsi male.
Ognuno guarda il suo mare lontano stringendo i pugni nelle tasche.
E respira forte il profumo di ciò che non è stato.

Il Pan del Diavolo – Coltiverò l’ortica

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2 pensieri su “i confini

  1. D’accordo, ci sono molte persone egoiste che non pronunciano altro che la parola “io”, costringendo i loro interlocutori a esibizioni circensi per saltare le loro pause giusto per dire due parole.
    Ma poi ci sono anche gli amici, quelli a cui puoi suonare il campanello alle due del mattino, quelli che hanno sempre un divano letto, un bicchiere di rosso e parole fino all’alba.
    No? :)
    Manuela

  2. Eccome. Io stessa, alcune volte, ho ascoltato meno di quanto averi potuto (e voluto).
    Adesso mi sono bendisposta, ma spesso mi accorgo che quel che dico scivola via fra qualche breve e distratto cenno di assenso.
    Spero ci siano ancora amici veri, da qualche parte, e quando dico veri intendo quello che intendi tu.
    Ciao Manuela!

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