sangue buono

Mani-2

 

 

 

 

 

 

 

 

Le convinzioni sono prerogativa dell’infanzia: tutt’al più della prima giovinezza.

Poi si cresce.
Fra le mie certezze stralci di memoria dei cioccolatini Perugina alla banana, del professore di italiano dell’ultimo anno di liceo: oltre che delle spalle di James Caan.
Poi buio e silenzio, silenzio, buio.
Pochi gesti affettuosi, nessuno spirito di vera accettazione.
Per cui, stamattina, il gesto delicato del mio anziano padre, che mi sistemava il lenzuolo sulle spalle, mi ha fatto sorridere dentro.
La gente va e viene, nella vita.
Arriva, si ferma, passa oltre.
A volte sorride con gentilezza, oppure sporca e devasta.
In ogni caso se ne va senza voltarsi, incurante.
Chi resta finchè ha la possibilità di farlo avrà solo parole gentili e gesti sinceri.
E il nostro sangue: patrimonio che ci potrà capitare di trasfondere in altri, anche se solo in parte.

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7 pensieri su “sangue buono

  1. Enzo, forse tocco le corde di alcuni, non so. Forse è solo questione di “sensibilità compatibili”. Solo questo.
    Salutiamo, sempre. :**

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