non è vero, ma è bello che tu me lo dica

Visto che mi sono impigrita…

contemplativa unilaterale

Sono riuscita ad acciuffarlo per i capelli prima che uscisse dalla programmazione, dopo due finesettimana bucati, per un motivo o per un altro.
Sean Penn ha sempre qualcosa di tenero e commovente, nello sguardo, anche quando diventa un’attempata pop star prigioniera del suo passato: tanto da non aver mai voluto cambiare il suo aspetto esteriore, perpetuandolo in una sorta di macchietta amata e derisa al tempo stesso.
Cheyenne vive in Irlanda con una donna che lo ama, e ne sopporta gli attacchi di malinconia con uno spirito amorevole esemplare.
L’inizio della resa dei conti con se stesso coincide con una telefonata che gli annuncia la morte imminente del padre, un austero ebreo americano di origine polacca ossessionato dal ricordo del suo aguzzino nazista.
Cheyenne col suo trolley parte verso un’incognita che lo porterà alla scoperta di un’umanità che credeva di aver perso, e che gli permetterà di crescere, liberandosi finalmente…

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2 pensieri su “non è vero, ma è bello che tu me lo dica

  1. Prende il cuore, Francesca.
    Ed io che mi ero illusa di essere riuscita a diventare cinica ed indifferente…:/

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