muffa

muffaccia

Sul tavolo della cucina c’è qualcosa che puzza: forse il contenuto di un barattolo.
Apro: il sugo di pomodoro presenta una patina verdastra – gran brutto vedere – segno dell’ormai altarata omeostasi chimica.
“All’anima sua”, penso irritata.
Tempo due giorni, il mio sugo è andato a male.
A male come tutte le cose che si consumano in sordina.

“Questo post fa parte di un gioco di scrittura tra blogger su parole scelte a turno dai partecipanti.  

Parole e partecipanti li potete trovare sul blog “Verba Ludica”, al link
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19 pensieri su “muffa

  1. resta comunque la possibilità di riprovare ad libitum sughi ancor più gustosi. Se penso a questa società dei consumi che butta nell’indifferenziato anche le “idee” migliori.

  2. Sunto di quello che accade, Daniele. :/
    Se non dai voce al malcontento esso ti si rivolterà contro. Come rabbia, ulcera, disincanto.

    Ce ne sono eccome, Ederlezi. A volte penso di essere sul punto di ammuffire anch’io.
    E la pioggia torrenziale fa la sua parte.
    Sì, l’immagine è schifosa. :)

    Lo so, Bardaneri, ma se la sorte di qualunque intingolo è quella di finire così, tanto vale pensarci bene, prima di mettersi ai fornelli.
    Metafora spiccia ma efficace.

  3. Sotto questo profilo è decisamente comprensibile come possa scorrere la fase di non controllo che porta a qualsiasi tipo di adulterazione, in maniera più o meno silente. Bisognava pensarci …

    Raymond
    Le favole private

  4. Sì. Tieni presente che dalla muffa è venuta la penicellina, tra l’altro.
    Ciao Francesca. :)

    Scusa, Billy Hunt, ma credo di non aver capito il commento.

  5. (non riuscivo a convincere wordpess sulla mia identità poi ho ceduto, per loro sono kremab e non kreben) così finalmente posso dare il mio “rassicurante”, spero, contributo. La “muffa” dichiara in modo esplicito ed evidente che il sistema è privo di robe estranee e allora, come qualsiasi podotto “naturale” va trattato secondo natura e non secondo comodità nostra. E’ il suo limite, ma anche la sua forza… Un saluto

  6. Sì, Benito, sei rassicurante. :)
    Sughi a parte, c’è un grande, enorme bisogno di autenticità, di situazioni (e persone) non artefatte, di naturalità senza pretese di sorta.
    Non è facile, ma si può dare il proprio, doveroso contributo.

    • Non so, non credo.
      Mi è venuta di getto, ma mi son riproposta di scrivere “bonsai” più spesso.
      Chissà se ne sarò capace.

  7. hai ragione … si è trattata di elucubrazione più di un commento, chiedo venia. Volevo solo evidenziare la mia piacevole sorpresa di essere ricondotto a processi evidenti e quotidiani. Visibili ai sensi, sentore ed odore …

  8. Nicoletta questo post mi hamesso in crisi nei tuoi confronti. E’ la prima volta che mi succede: ci penso da ieri e non sapevo decidermi a dirtelo. Questo post non è da te, io lì non ti riconosco , non c’entra la lunghezza … tu sai scrivere, lo hai sempre saputo fare. Questa non sei tu. Perdonami.

    • Oppure sono la nuova Nicoletta, Enzo.
      Chi lo sa? :)
      E’ che in questo ultimissimo periodo sono stringata in tutto quello che faccio, e sto bene.
      Avevo pensato di “scrivere bonsai”, ma se non mi si riconosce nemmeno più…

  9. Nicoletta innanzitutto grazie per la risposta. Ho riletto ancora questo post e non mi riesce di cambiare idea; non dipende dalla sua stringatezza c’è dell’altro e non so spiegartelo. E’ anche vero che se questo è il tuo nuovo corso ci sono ancora troppo poche cose per definirlo, aspetto il seguito.
    Io sono sicuro della tua cifra e in condensato ( che non sia quello di TW) potrai incidere certamente sulla pelle della blogosfera. Salutiamo.

  10. Mi piace molto il finale, come ha detto qualcun altro.
    E trovo che la foto non sia schifosa. A me mette pure allegria, un’esplosione di colori.
    Ciao :)
    Antonella

  11. Forse ho solo fatto “il mio tempo”, Enzo.
    Oppure ho bisogno di nuovi input.
    Non so, vado assolutamente a ruota libera, ma fai benissimo a comunicarmi le tue sensazioni: per me tutto ciò è importante anche per capire me stessa.
    Salutiamo, come sempre. :**

    Ciao Antonella, grazie per essere passata da quello che, una volta, è stato un blog “serio”. :)
    La foto della muffa può essere schifosa, in effetti, ma se consideriamo che la muffa è vita,allora dobbiamo accettare l’assunto che, a volte, essa possa essere schifosa, ma solo temporaneamente.
    Mi sa che mi sono incartata…
    Anyway, benvenuta. :)

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