tanti auguri: save the habit

Christmas__by_trackchick

Sussurrato come una runa celtica, ciclico come l’alfa, l’omega e poi di nuovo l’alfa, implacabile come una valanga di neve, ed una di ricordi.

Signore e Signori, il Natale è qui.

Nel mio fardello tante luci colorate, e le ghirlande che mettevamo intorno al collo come stole.

Le palline che andavano in frantumi (un’ecatombe ogni anno) e i doni il sei gennaio.

Se non ricordo male a me toccava la poltrona verde scuro davanti alla vetrata della veranda.

La gemella, quella accanto alla porta del soggiorno, era di mio fratello.

Stavamo aspettando che arrivasse la piccola, perché le fosse assegnato il divano centrale.

Poi altre epoche, altri evi.

Natale con i tuoi e con chi vuoi.

Va bene il tortellino fatto dalla mamma, ma vuoi mettere il “saltacavallo” con il ragazzo che ti guardava di sottecchi?

La vita rotola, ti arrotola, si arrotola e porta via con sé quelle calze della befana così strane e divertenti, “la storia infinita”a fronte di ciò che stava finendo senza che noi lo sapessimo.

E poi, poi…

I giorni di festa con le luci fra i rami del gelsomino, due manine piene di muschio, due manine che battevano, festose, davanti ai pacchetti infiocchettati sotto l’albero.

Ho ancora un cielo supplementare, io.

Un cielo stellato che non ha più luce, ma tante tristi pecorelle rovesciate su se stesse.

Il disarmo, la fine di un mondo.

La madre di tutte le sconfitte personali.

Ricordare è tutto quel che rimane, a volte, ma mi sorprendo a pensare che dovrebbero proibirlo per legge, se fosse possibile.

Ogni anno prometto a me stessa di non formulare auguri specifici, tanto ciò che deve accadere accadrà, anche senza il nostro apporto.

Eppure alla fine due righe mi scappano, fuoriuscendo motu proprio: esplodono come colpi tenuti in canna.

Conservate pure i ricordi, se non vi fanno star male, ma non aggrappatevi ad essi perché spesso non sono una ciambella di salvataggio, bensì la pietra legata al collo che vi porterà giù, in fondo al mare.

Aprite le finestre ed inspirate l’aria fredda e pungente.

Lasciate che il crepitìo dei bronchi vi canti la sua canzone, che è liberazione ed apertura.

Risintonizzatevi con la vostra essenza e provate a guardare oltre l’orizzonte: colmate l’assenza perché voi ne siete parte, in uno strano, lento fluire che continuerà per sempre.

Da un po’ ho una sola certezza assoluta: che mi manco, e che mi sono mancata a lungo.

Adesso vado a riprendere me stessa, incagliata fra un ramo di abete ecologico e il desiderio di un addobbo mai comprato perché “non ci sarebbe stata più una famiglia”, e nemmeno una coppia di persone innamorate.

Se mi ritrovo vi mando una cartolina.

Queen – Thanks God, it’s Christmas

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7 pensieri su “tanti auguri: save the habit

  1. Nicoletta di quello che hai scritto mi piace tutto, da tempo non eri così inspirata. Post memorabile! Degno della splendida blogger che sei, post da regalare e indicare come esempio di scrittura , ci hai fatto un gran regalo. Grazie.

  2. Ricomprare un addobbo per la se stessa ritrovata. Si potrebbe partire da qui. Si dovrebbe, dovresti, dovremmo… :)

  3. Un post che è una meraviglia.
    Meraviglia per chi ti legge, per la sua bellezza e profondità, meraviglia per te stessa , perché emerge a gran voce la tua anima, combattuta tra il passato , che ti riprometti (e ci consigli ) di non ricordare, e un presente fatto di disincanto.
    Il fatto è, a mio avviso, Nita cara, che noi siamo il nostro passato, volenti o nolenti: le scelte che oggi noi effettuiamo son il prodotto di quel che ieri siamo stati e abbiamo pensato… in questa ottica il passata bisogna abbracciarlo, (nel senso che bisogna perdonarci, per così dire) per camminare leggeri nel nostro presente.
    Sotto ai tuoi bellissimi fotogrammi di vita, come sotto a un virtuale albero natalizio – e con le palline e in ninnoli in alto, altrimenti i gatti faranno troppi danni . lascio un mio abbraccio affettuosissimo e gli auguri – comunque. di buon Natale.

  4. dicono gli esperti di cervello che ogni volta che richiamiamo un ricordo via via lo restituiamo al cervello cambiato di un po’ perché faccia meno male, o più meglio bene! AUGURI a tutti. Kreben

  5. Bardaneri, i miei pensieri martellano e forano come avvitatori elettrici. :/

    Enzo, le tue parole mi imbarazzano ma, non lo nego, mi fanno bene al cuore. Soprattutto perchè, da tempo, mi sono inaridita in un modo che mai avrei pensato.

    Ciao Ederlezi, per quest’anno è andata, ma non dispero di riacquisire nuovi modi di concepire ed accettare (soprattutto) la vita che mi è capitata, e che, in buona parte, ho voluto. :)

    Dani, penso che i miei auguri ti abbiano raggiunto altrove. Devo ringraziare Francesca, ancora e ancora, per avermi stanata.
    Cinica no, in effetti, ma disincantata per sempre, ormai. :**

    Anche a te gli auguri sono arrivati comunque, Francesca.
    Da quando è partito questo gioco mi sento come quando dovevo fare i compiti a casa: però quelli che mi piacevano, e che svolgevo volentieri. :)
    Per me il passato non è mai passato veramente, in realtà.
    E’ un “nonsocosa” che mi porterò dietro per sempre, sperando che non mi strozzi. :**

    Ciao Benito,
    magari fosse così. Oddio, forse è così, ed io non me ne sono ancora resa conto.
    Di sicuro tutte le scatole che ho riposto nell’archivio sono sempre consultabili: non si sa mai.
    Auguri anche da parte mia, per l’anno che spinge dietro la porta.

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