absolute beginners

ColliennePiù comune di così?
Appoggiata con le ginocchia contro la solita balaustra che sovrasta i ricordi provo a perdermi ancora nella nebbia fitta di quel che è stato.
Toh, la nebbia si è quasi diradata del tutto, e non me n’ero accorta.
Le belle facce emergono, staccate dai corpi, come moscerini galleggianti in un liquido viscoso.
Emergono in ordine: prima le più recenti, poi quelle antiche.
Guardano con occhi inespressivi, eppure parlano al cuore.
Dicono tante cose, pronunciano parole vuote, provano ad imbastire abbozzi di frasi con un senso compiuto.
Blaterano, in alcuni casi; sciorinano giustificazioni e scuse che non hanno più ragione d’essere.
Le belle facce senza senso affiorano in superficie ed evaporano come pozzanghere sotto il sole di agosto.
Quel che resta non è più storia, non più passato.
Solo un debole tramite verso il cielo.

David Bowie – Absolute Beginners

* foto di Gregor Collienne

saluti

bg bnnnnnAccettiamo di morire.
Part time, per un garbuglio che continua ad arrotolarsi su se stesso da un numero preciso di anni.
Sappiamo di dover andare via ogni giorno, e ogni giorno ci inchiniamo al sole che sembrerebbe beffardo se l’idea, in sè, non fosse folle.
Salutiamo, tendiamo le mani, sorridiamo.
Guardiamo al futuro (al futuro?) come se avessimo il dono dell’eternità, e nell’idea di eternità ci lasciamo andare come barchette di carta in un giorno di bonaccia.

Bono, Damien Rice – One