pensare, sentire

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Amore e amicizia: contenitori virtuali di tutto e di niente.
Virtuali nel senso che possiamo attribuire loro i significati che sentiamo più consoni al nostro modo di essere e di intendere le relazioni interpersonali.
Amore presuppone un coinvolgimento più totalizzante: la coppia come concetto accoglie ma esclude dal nucleo chi è altro da sè.
Amicizia è comunione di intenti, libertà di espressione e complicità nel condividere: semplicità del condividere.
Può accadere che ci si possa ritrovare a “saltare” da uno stato all’altro, sebbene queste situazioni non si verifichino con frequenza, e se è difficile che una solida amicizia si trasformi in altro, è assai improbabile che si verifichi la situazione inversa.
Quanto più si è stati innamorati, o si è stati convinti di esserlo, tanto più si guarderà alla possibilità “amicizia” come ad una sorta di declassamento sentimentale.
Senza soffermarsi più di tanto sul fatto che ogni genere di rapporto interpersonale è di per sè soggetto a mutamenti fisiologici.
Così, ad uno scivolamento imprevisto verso una situazione più coinvolgente farà da contraltare l’incapacità, per molti, di considerare la persona un tempo amata come una confidente o una compagna di chiacchiere, affettuose ma spassionate.
L’ipotesi diventa mera utopia se uno dei due è ancora coinvolto in un attaccamento più profondo: non di rado questi si allontanerà dall’altra persona in maniera graduale ma irreversibile, non potendo essere in grado di gestire l’imparità sentimentale, vissuta come frustrante e ingiusta.

Stefano Bollani – Aguas de Março

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