flowing

…e pensi che guardare indietro sia un esercizio di inutile masochismo, perchè la vita va avanti anche quando non vorresti.
Ci sono stati giorni e momenti che non potrai cancellare, giorni e momenti tragici e grandiosi.
Ci sono stati volti e abbracci, lacrime e carne calda, ma tutto passa, scivola via come sabbia in un imbuto, e la parte estrema di quell’imbuto punta dritta negli abissi del tuo “mare dentro”.
Qualunque volto sbiadisce, e le parole si fanno litanie intermittenti.
La ragione guarda avanti: accordarla col cuore è esercizio da giocolieri.
Tuttavia il domani è lì e occhieggia ad est, con le prime luci dell’alba.

Anathema – The Beginning and the End

Annunci

gli addii

Invecchiare vuol dire perdere progressivamente la capacità di cogliere certe sfumature.
Vuol dire anche andare incontro a quel punto di non ritorno che  pronunciamo a fatica: personalmente non ne conosco nemmeno l’etimologia, e non mi curo di informarmi.
Morte, morte, morte: che ci vuole?
Evento ineluttabile, punto di partenza per una nuova vita, fine di un ciclo biologico.
Parti e non torni più.
Sei già lontano, eppure intorno a quel che resta si consuma il festival della retorica.
A beneficio di un pubblico non sempre  interessato.
Vorrei andarmene con il bagaglio necessario, senza riti e parole dette a caso da uno sconosciuto: da tempo non ho più dimestichezza con certe cose.
Senza “è stata una buona moglie e madre”, perchè nessuno sa quello che siamo dentro.
Potremmo essere stati molto meno, ma anche molto di più.
Il dolore non è uno stampino ad inchiostro che si ripete all’infinito, sempre uguale a se stesso.
Noi non siamo figurine di cartapesta,  e le parole se le porta il vento.

Jesus And Mary Chain – Darklands

pezzi di noi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Io non esisto.
Non come essere umano.
Non ho pensieri, emozioni, sentimenti.
Sono un androide costruito da una mente perversa.
Un cyborg modificabile dal suo creatore, e da se stesso.
Vivo trincerato dietro quel che voglio far credere che io sia.
Non ho sesso: solo l’essenziale per sembrare, senza il terribile incomodo di essere.

Disse così, anzi pensò ad alta voce.
Intorno non c’era quasi anima viva: solo il rumore dello scirocco sulla superficie del mare.
La donna delle granite divenne indistinta, allontanandosi.
Un gruppetto di ragazzi taciturni scolorò nella cupa densità del proprio silenzio.
All’orizzonte un peschereccio, come un vascello fantasma.
Si strinse nelle spalle e si smontò, pezzo dopo pezzo: il mare avrebbe disperso la sua non esistenza.
Scomoda, mai compresa.

Pink Floyd – Brain Damage/Eclipse

il vento

Cat Stevens e un impetuoso vento di scirocco, nuvolaglia all’orizzonte.
I capelli passano e ripassano davanti alle lenti scure.
Li scosto con le dita, inutilmente: il mare è agitato, istigato da questo spirare furibondo.
Cos’ha dentro un uomo?
Cos’ha, oltre le parole convenzionali e quello che permette agli altri di capire?
Chi ispira i suoi progetti e muove le azioni, chi consola i rimpianti che urlano, senza voce, in un angolo nascosto?
Chi si ferma ad ascoltare la stanchezza e a posare una mano, leggera, sui capelli spettinati?
Appartengo ad un’altra specie, io, e questo non consola.

Cat Stevens – Morning has broken