il tempo nel tempo

Va bene, non erano i Pink Floyd e la location non era Pompei, ma l’atmosfera magica mi è entrata dentro attraverso ogni poro.
Mi sarei distesa sulla gradinata, con le braccia aperte e gli occhi rivolti al cielo stellato di una bella e calda notte di agosto.
Poi avrei chiuso gli occhi  respirando l’odore del Tempo, così maestoso ed imperscrutabile al cospetto delle mie piccole vicende chiuse una nell’altra come scatole cinesi.
Tempo spicciolo.
Non meno importante, soggettivamente, nè meno intenso: semplicemente parte del Tutto, relativo ed Assoluto.

Pink Floyd – Time

certi alieni

Di calice in calice, forzatamente obnubilati per non concepire se stessi ancora una volta, certi alieni si fermano al crocevia delle scelte sbagliate, delle rinunce inutili -perchè non richieste-
Guardano indietro, al luogo del non ritorno.
Guardano indietro piangendo di fronte ad uno specchio senza lacrime.

Ozric Tentacles – A Gift Of Wings

spuri

L’uomo non osi separare quel che Dio ha unito.
Oppure un pubblico ufficiale qualunque.
Per me ormai non fa più differenza, ma è tardi e posso solo guardare distrattamente alle vicende degli altri: quelli che brulicano sotto le mie finestre.
Io non ho mai trovato la forca giusta, e se l’ho trovata non me ne sono accorta in tempo.
Ammesso che esistano forche giuste.
Una forca è una forca: chi ama andare al patibolo?
La spensierata beatitudine sparsa un po’ ovunque è pura illusione.
Si decide di vivere da insipienti, oppure si coltiva tristemente la propria unicità.
Non conosco vie di mezzo.

Malika Ayane – Feeling Better