fiori ai morti

Vixi
vixisti
vixit.
Il passato è passato: riempie la memoria-contenitore di vecchia musica, foto e cianfrusaglie.
Di ricordi, chè quelli, a benedirli, stanno lì a testimoniare quello che era e non è più.
Mi piace coltivare il mio piccolo cimitero: far la pace con i morti, spolverare le lapidi, portare un fiore, di tanto in tanto.
La finestra di fronte non mi attrae: se mi affaccio vedo persone che si muovono veloci, al punto che non riesco a guardarle in viso.
Poi c’è ancora un vento freddo, inusuale di questi tempi.
Meglio chiudere bene, almeno per ora, ed accarezzare vecchi sentimenti che hanno lasciato l’eco di parole sussurrate sotto il sole di un pomeriggio primaverile che diventa magico, a ripensarci adesso, ma che era solo un pomeriggio primaverile come tanti.
Non siamo necessari, nè indispensabili agli altri: siamo stati programmati per essere perfettamente in grado di correre da soli.
Quindi, da sola, spengo la luce e vado incontro alla notte.

Fleetwood Mac – Go Your Own Way

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