so life goes on

In coda, come civiltà richiede.
In coda allo sportello, accaldata e insofferente.
Senza preavviso lo sguardo incontra una schiena vestita di maglietta nera, più jeans.
Un tizio sconosciuto ma evocativo: collo robusto, bracciotte, gambe piuttosto corte e tozze.
Nulla che possa far pensare a un adone, ma la memoria si nutre dell’eco di emozioni lontane.
E le emozioni, si sa, sono cattive maestre e consigliere.
Per fortuna in me abita anche una signorina Rottermeier qualunque, ma acida e dura quanto basta.
So life goes on.
La fila scorre, l’acondroplasico si allontana, col suo inconsapevole bagaglio.
Mi allontano anch’io, in dissolvenza, come la scena di un film sopravvalutato.

Led Zeppelin – Kashmir

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11 pensieri su “so life goes on

  1. Ho guardato la tua schiena mentre scrivevi. Poi ti sei alzata dalla tastiera e te ne sei andata, sempre più lontana come un’idea che vivrà comunque. Senza valutazioni precise ma col sapore di te. Netto.

  2. Sai Enzo, a volte anch’io mi guardo e mi vedo dall’esterno: come se fossi un’entità separata dalla donna che adesso ti sta rispondendo.

    Eh, Antonio, lo so.

    Ufffffffffffffffffa.

  3. la solita posta, solo ora arrivano emozioni spedite un sacco di tempo fa… così per sdrammatizzare, ciao

  4. Proust su ste cose c’ha scritto libri interi.
    E c’aveva visto giusto.
    I ricordi rivivono attraverso sensazioni inaspettate.

    (scritto così (sgrammaticato) come te l’avrei detto al telefono)
    :)

  5. Le emozioni sarebbe meglio tenerle in freezer, Impo. Dove non fanno male.

    Anch’io ne sono stata piacevolmente perseguitata per giorni, Ilmiosguardo.

    Non per niente mi sento molto “proustiana”, cara Malacqua. Senza rimedio. :*

    Grazie, Marco bello. Son contenta che tu sia tornato.

  6. la mia parte femminile dice: ah ecco perchè i frigo degli uomini sono sempre vuoti! che bisbetica la mia parte femminile, ciao

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