parlare ai morti

Tenere il cervello in allenamento mi costa tanta fatica: soprattutto dopo le solite notti insonni: una ogni due, tre.
Nelle notti a luci accese divento allucinata e possibilista, imprudente ed autentica.
Salvo accorgermi, dopo un po’, di aver pensato ai morti, e parlato ai sordi.
Le notti a luci accese amplificano ricordi, emozioni e afflati di redenzione.
Anche di perdono.
Poi il sole si riaccende sul senso di freddo lasciato dai fantasmi svaniti con le ombre.
Mi scusi tanto. In realtà non volevo disturbare la sua calma, nè scalfire le sue granitiche certezze. Quel che pensa in realtà non mi interessa: io seguo le mie emozioni, che mi tengono viva. Capire non è obbligatorio.

Deep Purple – Highway Star

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13 pensieri su “parlare ai morti

  1. E’ il sottile e perverso fascino dei pensieri notturni, dove si scava nelle pieghe (e spesso, nella piaghe) dell’anima lasciando fluire liberamente qualunque tipo di pensiero. Poi magari, quando ne parli, ti dicono che sei un mezzo matto, o ti timbrano addosso una sindrome depressiva o qualcosa di simile: ma quest’ultima operazione ha lo stesso spessore di chi pretenda di fotografare il cielo stellato con un flash.

  2. la verità è che di notte si dovrebbe dormire e basta.
    altrimenti genera mostri.
    ci sono alcune mie notti insonni che faccio fatica a dimenticare
    anche a distanza di anni.
    (la misericordia lasciala a qualcun’altro, sient a mmè)
    :)
    su su

  3. Ma ve’ cuurct!

  4. Che mi dicano che soffro di depressione non mi turba, Massimo: perchè lo so.
    La notte amplifica tutto il peggio dei pensieri e delle preoccupazioni, lasciandoci spossati.
    Se non ci fosse l’insonna ci sarebbero molti meno casi di disturbi del comportamento.

    Alla fine è la stessa cosa, Saverio: una pratica inutile e senza riscontri.

    Malacqua, quando sono stremata prendo qualcosa, recupero e non mi affliggo con pensieri distruttivi.
    La notte genera mostri della specie peggiore.
    Un bacio. :**

    PG, quello che va a dormire con le galline sei sempre stato tu, e continui ad esserlo.

  5. dai,Nico…
    vorrei dirti tante cose,ma forse è inutile.
    meglio non scrivere niente,quando si hanno visioni diametralmente opposte.
    un abbraccio

  6. Non sono visioni, ma modi di essere.
    Io non ho il concetto di futuro, Laura, o forse l’ho perso negli anni.
    In più quel che ho intorno mi piace poco.
    Passerà?
    Un bacio. :*

  7. Più che altro che ascolterei molto più volentieri i vaticinii di esseri senza corpo delle cazzate che sparano alcuni di loro O___o

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