infinity

  Amo un albero, un metro di recinzione, lo scontrino del caffè che ho conservato in tasca.
Le scarpe che portano ancora i segni del mio cane, il profumo che si spande per casa, la compressa di tachipirina che ho  mandato giù nel pomeriggio e l’antibiotico che sto per mettere in bocca adesso.
Il vino rosso anche d’estate, se avrò un’estate da spendere a modo mio.
Il vestitino azzurro polvere: pensieri e ricordi strettamente connessi, al tempo in cui la connessione generale si fa sempre più lenta e faticosa.
Amo la capotine blu, e i fiorellini stinti, la pappa al pomodoro e il deodorante al neroli.
Le mie vecchie stampelle, gli zoccoli di gomma rosa, la camicia trasparente delle figure più imbarazzanti.
L’odore dei momenti che non ho saputo tenere stretti in una mano perchè a volte mi convinco che la vita va avanti costruttivamente, invece di travolgere senza riguardi, senza pietà.
Forse è quel che tocca.
Forse il Libero Arbitrio è una favola illuminista parzialmente insensata, e noi morbidamente deterministi: un piede qua ed uno là.
Forse vorremmo, ma non possiamo veramente.
Di sicuro io vorrei tanto, ma non posso, al punto che non voglio più.
Cioè non voglio più volere.

Inara George, Bryony Atkins – Infinity

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9 pensieri su “infinity

  1. C’è una battuta di uno degli ultimi film di Blake Edwards -non ricordo quale, oggi va così, scusami- che mio è venuta in mente leggendoti. Citando un vecchio film dello stesso regista, Julie Andrews (che era anche la sposa di Edwards stesso) dice: “siamo passati dal vino e le rose all’aceto ed alle spine”.
    Coraggio, ragazza!

    PS: ho avuto la pessima idea di ascoltare la canzone, ed adesso non riesco a cavarmela via dalla testa. Uffa.. :)

  2. E’ una triste e dolce ballata, vero? :)
    Sai, Massimo, credo di essere passata da aceto e spine ad aceto e spine, con qualche brevissimo excursus differente. anche vagamente consolatorio.
    La realtà, però, è questa.
    Sai che Julie Andrews è nata il mio stesso giorno, ovviamente di un po’ di anni prima? :)
    Bacione.

  3. Essì, siamo con un piede di qua ed un altro di là.
    Ed è proprio quando più voglio e non posso che accade una rottura insanabile.
    Baci cara.
    (ti auguro di volere ancora, è una spinta in avanti necessaria)

  4. Io lo auguro a te, cara Malacqua: certi stati d’animo sono insopportabili.
    Così come certe situazioni. Ma tant’è.

    Certo, Arci: io sono in standby da troppo tempo, ormai.

  5. Anche nel cuore, Meim: soprattutto nel cuore.

    L’affetto diluito di un sogno, Impo: sogni maledetti.

    Maria, un bacio. -.**

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