piccoli pensieri verso la fine di un gennaio come tanti

  Parti con un’idea in mente, un’idea che vorresti fissare su un foglio di carta, o su una pagina word.
L’idea è bella e logica, o così ti pare.
Purtroppo sei invariabilmente in acqua, o alla guida della tua macchina scassata.
E sì che di situazioni ce ne potrebbero essere a decine, ma l’idea che ti pare giusta arriva in piscina, o in autostrada.
Per me è strano aver voglia di “dire” senza trovare le parole giuste: quelle veramente capaci di dipingere il pensiero così com’è nato.
Spesso perdo le chiavi di casa, mi attorciglio sul mio baricentro e non ne avevo l’intenzione, faccio le prove generali parlando a me stessa.
Così avrei voluto dire ad un uomo, e dire senza scadere nel banale (difficile, quando non si ha l’esatta conoscenza di chi si ha di fronte).
Così non ho più detto, amareggiata, ma fedele all’insegnamento che vuole la parola non comunicata migliore di tutte le altre.
Tanto chi ti vuole sa dove sei, ammesso che ti voglia anche solo augurare buone cose.
Tuttavia, e nonostante queste difficoltà e questo abuso di avverbi, son certa di aver fatto dei passetti avanti. Minuscoli ma significativi.
Ho calato giù il mio piccolo ponte levatoio, chè il passato non fa più male, e il futuro, dovesse svegliarsi, saprebbe trovare la via.
Ho annusato la primavera, come sempre alla fine di gennaio, e ho ringraziato i primi germogli non sentendoli più nemici dei miei rituali scaduti e passati di moda.
Ho guardato con tenerezza le due maglie della catena umana di cui faccio parte, sotto un sole tiepido e amico.
Ho salutato in fretta e sono fuggita via, perchè mi piace esser puntuale se la puntualità non si apparenta alla paranoia.
Mi sono immersa in acqua e l’idea si è materializzata piano, una bracciata dopo l’altra.
“Amo il clima temperato, come le persone temperate”.
Qui il riscontro geografico, sebbene mi renda perfettamente conto che, sull’argomento, ci dovrò ritornare.
Sì: non aveva torto, quel tal ragazzo, a dire che amo mettere i puntini sulle i, e che non me ne sfugge una.

Ivano Fossati – Quello che manca al mondo

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5 pensieri su “piccoli pensieri verso la fine di un gennaio come tanti

  1. mi piace sta cosa del ponte levatoio.
    un ottimo stratagemma per permettere solo a determinate persone di entrare con cautela.
    gli altri, che pur ritornano (non credere) li darei ben volentieri in pasto ai coccodrilli nel fossato.
    ciao mia cara

  2. Quelli li ho cassati già da un pezzo, Roberto. :)

    Vale, vale: mi rendo conto di essere sembrata incomprensibile, Enzo, ma non potevo fare altrimenti.

    A volte anche con tanta sofferenza, Francesca.

    I coccodrilli nel fossato bisogna tenerli a dieta, in modo che possano saziarsi con gli “indesiderati”, Malacqua. E’ da un po’ che manovro il mio ponte levatoio: non tutti sono ben accetti. ;)
    Un bacio.

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