equilibri

  Riflettevo: tutti auspicano il famigerato “lieto fine”, ma cosa c’è di più stucchevole e noioso di “e vissero felici e contenti”?
Non ho molte certezze, pur avendole invocate  in ogni ambito dell’esistenza.
Fino a rendermi conto di non essere nata per morire con i remi tirati in barca, o una calza fra le mani davanti alla fiamma di un camino.
A volte indossiamo un ruolo per cause di forza realmente maggiore, ma siamo e rimaniamo noi a metà.
Noi a disagio di fronte alla verità di uno specchio, o agli occhi di chi ci conosce meglio di quanto conosciamo noi stessi.
Noi che ci allontaniamo in fretta per non cedere all’imbarazzo del nostro imbarazzo più opaco e umiliante.

Portishead – Humming

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18 pensieri su “equilibri

  1. Anch’io lo vorrei, Daniele: ma come lo si vuole nelle favole. Realisticamente ci sono traguardi, realizzazioni, amori, ma il concetto di “lieto fine” è quasi un ossimoro.

  2. Io ho il terrore di quello specchio. Mi guardo e non mi voglio vedere. Mi dico che è il mio periodo grasso, per parafrasare un periodo di Picasso, e che poi tornerò in forma per affrontare nuove sfide, per affondare di nuovo quei remi in mare, ma sempre poi……

  3. Lo specchio è il nemico che mi guarda ogni mattina, ma anche, anzi soprattutto, la metafora che mi ricorda che non sto vivendo la mia vita, se non in minima parte.
    E questo è quasi tragico, Efesto.

  4. Capisco benissimo quello che provi. E i giorni si ripetono stancamente (giuro, non volevo citare Bennato, mi è venuta così) e quello specchio sta li a ricordarti che ti stai limitando a sopravvivere.
    Lo so che è tragico ……
    Come vedi, anch’io sono una pessima consolatrice :(

  5. il lieto fine non esiste.
    per questo appartiene solo alle favole.
    e poi non diciamoci fesserie..non apparterrà mai a quelle come te.
    (e come me)
    siamo fatte fin troppo bene e fin troppo male.

    ciao cara, buon anno..

  6. Le tue parole descrivono una presa di coscienza tanto dolorosa quanto preziosa.
    Mi pare, se mi posso permettere senza essere irrispettoso, una cosa positiva.
    In quale misura mutare poi se stessi per cambiare l’immagine nello specchio?
    In quanta parte correggere invece le nostre “proiezioni” per accettare noi stessi?
    Io propendo per la seconda, ma davvero non saprei.

    P.s.: il lieto fine per me è la saggezza. Di mente e di cuore. Te lo auguro.

  7. In un certo qual modo, Agnese: ma il lieto fine cambia a seconda di chi se ne augura uno. E su questo non ci piove.

    Finirò per coprire gli specchi, Efesto: così, almeno, eviterò di ricordare a me stessa, ogni volta, che le cose non stanno andando come dovevano andare.
    Ma poi, come dovevano andare?
    :/

    Purtroppo è così, Malacqua: nessun lieto fine. Nessuna bella notizia che sia bella davvero. Nessuna oasi di pace.
    Fermo restando il fatto che alle favole non credono più nemmeno i bambini, un po’ di serenità non farebbe schifo.
    Buon anno a te, cara. :**

    Se la metti così anch’io propendo per la seconda, Pastadipesto. In realtà non volevo dare l’impressione di una mentitrice professionista. Io non lo sono affatto, oppure posso diventarlo per necessità.
    Diciamo che sto recitando un ruolo, nemmeno tanto bene, perchè ci sono cause di forza maggiore ad impormelo.
    Però ho la certezza quasi matematica che questa tortura non durerà in eterno.
    La saggezza? Magari. Però io aggiungo anche “serenità”.

  8. Ma dove lo vendono? Nico io sono anni che di “lieto fine” Doc non ne vedo in giro. Lasciamo perdere l’immaginazione, lì ne possiamo costruire quanti ne vogliamo, io parlo di un lieto fine naturale, di quelli che veramente evolvono così fino alla conclusione.
    Lascia in pace gli specchi, non ti meritano.

  9. Nemmeno io ne ho mai visti, Enzo. Oltretutto il concetto è molto discutibile e personale: quel che per me è un lieto fine per te potrebbe non esserlo affatto. E viceversa.
    Col passare degli anni ho cambiato molto il senso e la direzione delle mie aspettative, e sono diventata una sorta di clone di Boris Yelnikoff.
    Gli specchi?
    Specchi specchi delle mie brame…chi è la più “attrice” del reame?

  10. io ci terrei a un lieto secondo tempo, per citare il noto filosofo contemporaneo max pezzali, il finale decida pure chi di dovere, tanto si spera duri poco, esclusi gli applausi e le richieste di bis,
    ciao buon anno

  11. E ci mancherebbe, Agnese. Se fosse il contrario saremmo tutti irrimediabilmente folli o masochisti.

    Ah, il famoso filosofo Max Pezzali: come non tenerne conto? :)
    In effetti, seppur a modo suo, una cosa giusta l’ha detta.
    Buon anno, Impo. Mi ha fatto piacere che sia passato. :*

  12. Il lieto fine mi sembra sempre la cosa più auspicabile che ci sia,l’armonia e la serenità penso siano una cosa bella e desiderabile….ognuno alla sua misura.

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