tempi moderni

  Avrei voluto scrivere dell’ultimo film di Woody Allen, visto a casa, in streaming, in lingua originale con sottotitoli.
Film più che discreto, ma non all’altezza dell’Allen migliore, a mio avviso il primo.
Avrei voluto dirvi delle mie ultimissime vicissitudini: quelle che mi hanno spiazzato e proiettato in una sorta di tunnel alla fine del quale non vedo che un fioco barlume di luce.
Mi soffermerò brevemente, invece, sull’incattivimento crescente delle persone: quelle che non conosci, e per caso incontri per strada.
Ieri ero a Bari per sbrigare alcune incombenze.
In auto, aspettando che mio figlio portasse via quello che aveva lasciato nella casa in cui ha abitato per poco più di due mesi, vedo passare sul marciapiede un signore anziano, con un piccolo cane al guinzaglio.
Dopo poco sopraggiunge un ragazzo dall’aria parecchio alterata, che apostrofa l’anziano con arroganza, augurandogli di essere obbligato a pagare almeno tremila euro per il possesso della povera bestiolina.
Poi, proseguendo a camminare a passo sostenuto, continuava a ripetere ad alta voce perchè mai dovesse essere costretto a schivare “quelle bestie, non bastassero i vecchi”.
Io ero in auto, ma se fossi stata a tiro avrei aggredito (verbalmente) quel bifolco inurbano.
Dopo poco inizio a sentire strombazzare un clacson in maniera forsennata: sinceramente non pensavo che potessero avercela con me.
In effetti lo spazio davanti al portone dell’ex casa di mio figlio è riservato ai disabili, ma non c’era un posto nemmeno a pagarlo, quindi ci siamo fermati lì solo per poco.
Dall’auto scende una donna dall’aspetto villano e volgare che inizia ad apostrofarmi con fare molto maleducato.
Provo a chiederle un minuto solo di pazienza: la risposta è una serie ininterrotta di minacce ed invettive.
Metto in moto e faccio il giro dell’isolato per tre volte: finalmente Riccardo ha portato giù le sue cose, quindi mi fermo una decina di metri più avanti, carichiamo il bagagliaio e schizziamo via, mentre la “signora” continua a sbraitare di denunce (?), e di “se passa di nuovo prende tante mazzate”.
“Viviamo strani giorni”, avrebbe cantato Battiato.
Io non so, onestamente, se questi tempi siano più strani o profondamente incivili.
Posso dire solo che non mi piacciono affatto, e che la mia pervicace insistenza a rispettare le regole sembra, ormai, solo una vecchia abitudine demodè.

Franco Battiato e Carmen Consoli – Strani giorni

Annunci

11 pensieri su “tempi moderni

  1. E se ognuno, pensando di avere ragione, non farà mai un po’ di sana autocritica, non se ne verrà fuori mai più.
    Quel che fa più male, comunque, è l’aggressività rivolta verso i più deboli. Di fronte a quella potrei arrabbiarmi sul serio.
    Ciao Emiliana.

  2. Più che “Strani giorni”, io, di Battiato, in questo caso citerei “Povera patria”, sai come la penso sulla maleducazione.

    Ciao conterronea

  3. Steiner sosteneva (almeno credo) che chi può amare deve amare.
    Chi non può amare non può perché non ha ricevuto abbastanza amore.

    Forse detta così suona un po’ banale. Forse un po’ sdolcinata e forse pure sbagliata, ma di fatto per me rimane un buon modo per ragionare su questo tipo di atteggiamenti … e anche sul mio (atteggiamento!).

  4. L’Allen dei priimi film non tornerà più. Si cambia e le esigenze artistiche e di espressione di sè sono diverse forse con l’età. Oggi l’inciviltà è figlia anche di tanta frustrazione oltre che di un periodo di anni in cui il messaggio che si è inculcato alla massa è stato quello di sostenere che la civiltà ed il rispetto non pagano e sono anzi strumenti dei deboli, Oggi forse si dovrebbe alz<re la voce ma verso vette di imbarbarimento e di sfruttamento assai più elevate. Ma la stupidità amorale del nostro tempo oramai non lo permette più

  5. La maleducazione, l’insolenza.
    L’arroganza.
    Sono cose che non sopporto e a cui non mi abituerò mai.
    A cui non mi voglio abituare.
    Mi fanno stare male.

    Da aliena ad aliena…

  6. Certo che lo so, Meim: diciamo che ci sarebbero state bene entrambe. :/

    Non sono molto d’accordo con Steiner, nel senso che c’è chi è convinto di essere capace di amare, ma non è vero per niente, così come può succedere che si verifichi l’esatto contrario.
    Io stessa devo ancora capire se appartengo ad un gruppo piuttosto che all’altro, ed è davvero un bel dilemma.

    Hai ragione su Allen, Daniele, anche se, comunque sia, anche il suo film meno riuscito è sempre una spanna al di sopra di tante pellicole stupide e sconclusionate. Fra gli ultimi ho amato molto “whatever works”.
    Sulla maleducazione imperante siamo d’accordo: è figlia di un’inciviltà che è andata stratificandosi nel tempo, ma io non sottovaluterei le responsabilità individuali. Un giovane che aggredisce un vecchio, seppur solo verbalmente, a me fa rabbia da morire.

    Ci sto male anch’io, Maria, soprattutto quando mi rendo conto di essere impotente, a meno che non decida di mettermi in mezzo distribuendo ceffoni a destra e a manca.
    C’è che detesto anche la violenza fisica, quindi non posso che star male dentro, come te.
    Da aliena ad aliena. :**

  7. La domanda posta in questo senso allora diventa: quanto noi conosciamo noi stessi.

    Io parto dal presupposto che una persona che ha una buona coscienza di sè, vive meglio.

    Anche in questo caso mi pare però intuitivo che la quantità di affetto ricevuto sia determinante. Mettersi in discussione, considerarsi con onestà è spesso un’esperienza dolorosa che risulta più semplice quando si hanno basi solide e si è in grado di voler bene a se stessi.

    Anche questa può essere una chiave di lettura. Se alcune persone non sono capaci o non vogliono volere bene (essere rispettosi o educati etc.) oltre a ferire il prossimo, recano un grande danno a se stesse perché (io credo) è nel rapporto con gli altri che l’essere umano in fin dei conti cresce e si “umanizza”.

    Insomma: tutta questa pappardella è paradossalmente per spezzare una lancia in favore dei maleducati. Chiaramente non per giustificarli. Ma non penso che chi è maleducato e irrispettoso viva una vita migliore di una persona capace di trattare gli altri con franchezza e rispetto … È una mia opinione, ma semmai è più probabile il contrario.

    Quindi se un giorno vorrai schiaffeggiarli, fallo amore : )

    P.s.: grazie per la visita!

  8. Allora…ho cercato di seguire il filo del tuo discorso, ma lo condivido solo in parte.
    Provo a spiegarmi.
    Io non sono quasi mai tenera con me stessa, e scavarmi dentro è un’esperienza ai confini della realtà.
    Tuttavia è difficile che attacchi la gente che non conosco, o che lo faccia senza motivo.
    Normalmente, pur avendo il mio caratterino, vivo e lascio vivere serenamente.
    Non so davvero quanto possano vivere meglio o peggio di me gli “aggressori seriali”, quelli che godono come matti ad attaccarti e a sciorinarti addosso cattiverie di ogni risma.
    Può essere che, nella vita, abbiano ricevuto poco amore, ma non posso e non voglio farmene carico io: ho già una marea di problemi, personali e non, a cui pensare.
    Quindi mi guarderei bene dal prenderli a schiaffi, ma di certo continuerò sistematicamente a fingere che non ci siano.
    Ciao!
    Poi, se vuoi, mi spiegherai l’origine del nome del tuo blog. :)

  9. Tempo fa un amico mi telefonò e mi chiese: “Beh? Allora, come va?”
    Era una di quelle giornate un po’ complicate che capitano più o meno a tutti e io risposi: “è come mangiare una pasta di pesto di rospi” (più o meno).
    Ci facemmo una risata. Fu davvero una bella telefonata. E la giornata cambiò di segno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...