l’handicap

  Un post di Paola mi ha fatto tornare in mente un periodo della mia vita.
Ormai lontano e dimenticato a botta di lacrime, sudore e sangue.
Sì: diffidate dei chitarristi con lo sguardo sensuale: nel cuore hanno un serpente velenoso. E quel serpente vi morderà: è quasi matematico.
Gli uomini: questi sconosciuti.
Bene che vada sono creature incomprensibili, alieni che si muovono maldestramente fra i nostri sentimenti, scansandoli come  fossero rami minacciosi di una giungla: spesso anche a colpi di machete.
Piccoli, dolci, finti sprovveduti che ignorano, che non vedono, che non si accorgono di.
Oppure che se ne accorgono, ma che, semplicemente, non sono interessati, o non possono esserlo.
Capita, sì che capita.
Vorrei costringerti in un angolo e baciarti: solo questo.
Tu proveresti ad accampare scuse: alcune legittime, altre no.
Io, con l’aria un po’ strafottente e un po’ imbarazzata, ti direi che non devi temere che io ti mangi, perchè tu non sei un bambino, ed io nemmeno comunista.
Forse ti farei ridere, o forse no.
Anzi sì, penso che rideresti: il senso dell’umorismo non ti manca, anche se è un po’ sui generis.
E magari riuscirei anche a stamparti un bacino ben diretto.
Poi me ne andrei, perchè non so mai passare all’atto: non se so di muovermi su un pontile di legno traballante.
Tanti anni di botte, date e prese, qualcosina me l’hanno insegnata; poi non sono nemmeno scema o sprovveduta.
Solo inguaribilmente sentimentale.

Ian Gillan – When a blind man cries

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14 pensieri su “l’handicap

  1. avevo già notato in passato una sorta di telepatia con te.
    pensavo giusto stamane a quello che hai scritto.
    che gli uomini non li capisco e non li capirò mai.
    che l’ultimo (un chitarrista dallo sguardo seducente) ancora non
    m’abbandona..
    che lo bacerei mille altre volte ancora.

    ciao mia cara

  2. Ciao Agnese,
    io ne ho fatto a meno, seriamente, per anni: ero troppo arrabbiata e piena di rancore. Poi ti accorgi che non puoi essere in guerra in eterno.

    Cara Malacqua, la telepatia la ricordo anch’io: eccome.
    Però a me è successa una cosa che mai avrei creduto.
    Ho desiderato baciare il “mio” chitarrista per anni: tanto quanto avrei voluto riempirlo di botte.
    Adesso bacerei un altro: anzi lo bacerò (la seconda parte del post era riferita a chi, suo malgrado, mi ha fatto cambiare rotta).
    Senza aspettative, senza speranze. Lo bacerò e basta: poi accada quel che deve.
    Son tornata viva dopo anni: un miracolo.
    Credici: a volte accadono. :***
    Un abbraccio fortissimo.

  3. Essendo pure io un’inguaribile sentimentale… non bacerò più nessuno. Mai più. Perché non posso baciare l’unico uomo che vorrei baciare.

  4. Non entro nel merito, Maria, ma “mai dire mai”.
    Non so, in effetti, se bacerò mai quest’uomo (anche se lo vorrei tanto), ma suo malgrado mi ha fatto capire che per anni ho mitizzato un amore che, in realtà, non era mai stato tale.
    Oppure le nostre vicende hanno solo bisogno di tempo.

  5. Ribrezzo sì, se pensi di accostarti a chi, con te, non ha niente in comune, niente da spartire. Ribrezzo baciare chi non è nemmeno nei tuoi pensieri.

  6. Wow, mi rivedo in ogni tua parola… sento quel pizzico di malinconia misto a nervoso per esserti lasciata pungere dal maledetto serpente velenoso… E aggiungerei anche che ti sei concessa alle sue voglie di sfamarsi di te, poiché evidentemente lo amavi ciecamente. Il problema dei chitarristi è che ti fanno sentire qualcosa che in realtà non sono, e la vista ti si annebbia e pensi che quello che odi corrisponda alla sua essenza.
    Ma purtroppo no.
    Purtroppo è solo un miraggio…

    Forse è il caso di non fidarsi troppo di chi ama più di te una chitarra. Ti tradirà sempre.

    Grazie di cuore per questo bellissimo post! Leggerlo mi ha fatto emozionare!
    Ti mando un bacione
    e ti auguro uno splendido fine settimana.
    Perdonami se non ti ho risposto subito, ma sono stata costretta a mettere un po’ da parte il blog a cause di mille impegni :(

    Un altro dolce saluto!
    Paola

  7. Cara Paola, in effetti l’ho amato molto, seppur a modo mio, ma tutto passa, per fortuna o per sciagura.
    Se allora amasse la chitarra più di me non so, ma di certo la ama adesso.
    Ed io ho preso il largo da un bel pezzo.
    Grazie per quello che mi hai scritto.
    Un bacione.

  8. Tutto passa…per fortuna…ora speriamo passi anche il ribrezzo (ahimé, m’è rimasto ancora quello,da smaltire).
    Carissima, i tuoi post sono illuminazioni, per una lupa bianca un po’ stanca (orrida rima, non voluta,sorry).
    Cerco di districarmi tra i blog in via di cancellazione, i salvataggi, i nuovi inizi e quant’altro…mi domando se e come riuscirò a riemergere dopo tutte le ondate di…beh, non si può dire…
    Bacio.

  9. Quelle ondate sembrano imprescindibili, soprattutto in certi periodi della vita.
    Se tu sei una lupa stanca io un orso solitario.
    Cambia poco.
    Onestamente il ribrezzo non mi è rimasto, anzi, ma un gran senso di delusione sì.
    Ho visitato la sua “nuova casa”, ma non ho capito il perchè della chiusura di Splinder.
    Un bacio, Susanna. :**

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