uova di alieni

Perchè, io non meriterei che questo sole che vedo infilarsi attraverso le strisce della serranda mi portasse un po’ di buone nuove, di gioia, di serenità, di speranza nel domani?

E’ bello il gioco della luce che si intrappola tra le fibre della tenda, trama impalpabile, ingarbugliata e luccicante come il grande nido di un animale alato estinto.

Ieri ho chiesto ad una donna – solida concreta molto convenzionalmente ancorata con i piedi per  terra – se avesse mai “sentito” di essere stridente col mondo attorno; se si percepisse “rotante” nel senso inverso rispetto a quello dell’asse terrestre.

Mi ha rivolto uno sguardo un po’ incuriosito , e ha risposto no, semplicemente.

Sono nata cinque decenni fa, più qualcosa, da un uovo di aliena.

Sono nata per sbaglio, e per sbaglio finita su questa superficie terrestre  dove si gareggia a colpi di concretezza e understatement.

Solo per convenienza.

Forse io non c’entro, e se faccio finta di esserci alla maniera della maggior parte degli altri  sappiate che sto solo recitando il copione che mi hanno messo in mano tanto tempo fa.

Sappiatelo.

E sappiate anche che ho una gran voglia di farlo a pezzi.

Eumir Deodato – Also sprach Zarathustra

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