i cipressi

Che faccio: cambio la carta da parati oppure inizio ad infilare in casa qualche oggetto nuovo?
Pensavo che questa casetta virtuale è ridiventata noiosa e stitica.
Vorrei parlare di amore, come fanno mirabilmente molti (più che altro molte) di voi, ma non ci sono portata.
Finite le strazianti lamentazioni che qualcuno, forse, ricorda ancora, in merito non saprei davvero che cosa dire: sarebbe come se iniziassi a parlare di entomologia.
Nè ci si deve tuffare in un diario per recensire un film, o un libro.
Non necessariamente.
Oppure lasciare parole scritte e corrette fino allo sfinimento solo per fare bella mostra dell’abisso che si ha dentro.
Cara agenda di una casa farmaceutica qualunque…
Stamattina, che poi sarebbe già ieri ma fa lo stesso, sono uscita per sbrigare delle commissioni.
Passando davanti alla vetrina di un’erboristeria ho deciso di regalarmi qualcosa: ovviamente perchè io valgo.
Una crema per il corpo alla vaniglia, che ho ricominciato ad apprezzare alle soglie della senescenza, delle saponette all’avena e alla mandorla, una crema emolliente per le labbra, un dentifricio che trovo solo qui.
Dopo l’imprescindibile bla bla bla della proprietaria me ne sono andata a casa, e ho accantonato il sacchetto di cartoncino.
Poi, non lo nascondo, ho guardato in tv un po’ dei funerali di quel povero ragazzo, in attesa che mio figlio tornasse a casa.
Lui è uno e trino, come dicono sia Dio.
Quando è qui riesce ad essere in altri posti. Fagocita i miei spazi ed il mio tempo.
Organizza le sue giornate e le mie, di rimando.
Faccio quel che posso, poi tendo a sottrarmi causa istinto di conservazione.
Perchè io valgo.
Stasera, cioè poco fa perchè il mio concetto di tempo è molto personale, mi sono ricordata del sacchetto di cartoncino blu dell’erboristeria.
Ho estratto ciò che avevo acquistato, poi mi son messa ad esaminare i campioncini che Angela lascia in busta dopo gli acquisti.
Nell’ordine ho tirato fuori due flaconcini di un drenante per i fianchi, domandando a me stessa se il drenaggio vada a zone.
Poi una bustina di un prodotto per le articolazioni, obviously.
Infine un’altra bustina, con su scritto “acqua di Bolgheri”.
Scusate, ma non erano i cipressi di san Guido?
E’ vero che il 2 novembre si avvicina a grandi passi, e la vegetazione sarebbe perfettamente in tema, ma già son vagamente fosca di mio.
Indosso il pigiama, avvolgo la caviglia in una fasciatura stretta, perchè ho preso una storta epocale, accendo la tv e mi trovo di fronte Massimo Ghini che parla del suicidio supposto di Kurt Cobain.
Svito il tappo della crema emolliente per le labbra e non vomito per un pelo: ma che ci hanno messo dentro, con la propoli? Putrescina e cadaverina, per entrare ancora di più nello spirito?
Magari domani andrà appena meglio: con una mossa di alta strategia son riuscita a dissuadere il ragazzo Riccardo dal fare troppo l’indipendente (anzi l’indipendentista), intrufolandomi nei suoi programmi perchè le mamme, a volte, sanno esattamente che cosa fare.
Mi toccherà pagare pegno, ma era in conto e va bene così.
Buoni propositi per il ventotto ottobre: sfrondare gli scritti dall’eccesso di virgole e non sottovalutare le conseguenze dell’amore.

Marlene Kuntz – Festa mesta

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7 pensieri su “i cipressi

  1. Per due minuti buoni ho guardato la nuova carta da parati come un ebete, chiedendomi cosa ci facessi sul mio blogroll…però non avevo ancora preso il caffè!
    Adesso mi sono ripreso. Me lo saluti Riccardo?

  2. La tua casa mi piace sempre, a prescindere dalla carta da parati. Quindi vengo a trovare una donna intelligente e bella dentro e fuori. Qui sto bene. E rimpiango che ci divida il mare…
    Buona serata :-**

  3. A noi piace cambiare, Zovirax.
    Certo che le lo saluto. :)

    Torna quando vuoi, Agnese.

    Chissà, Maria: un giorno tu o io potremmo decidere di attraversare il mare.
    Questo nuovo look mi sembra più…accogliente?
    Un bacio. :*

    :D
    O, più semplicemente, la (fu) Flavia Airoldi dei nostranissimi RIS, Meim. :)

  4. Ora ti direi: ho bisogno di un goccio di qualcosa che brucia dentro per dare fuoco alle sterili illusioni.
    Ci stai?
    Pochi minuti di chiacchiere intense e il fuoco che fa il suo mestiere.

    Sono delicata come un giglio e insopportabile come un cardo. Un cardo fiorito. Ovviamente.

  5. Ci sto eccome, anche se il mio goccio stasera è passato indenne.
    La mousse al caffè non ha lo stesso appeal, ma mi ha gratificato di più. :)
    Metti che finalmente io stia invecchiando, per esempio…
    Onestamente sei delicata, ma non penso davvero che tu sia insopportabile. Mai pensato.

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