bocche di rosa

        Riflettevo sul bombardamento “Parolisi” da parte dei media.
Siccome alcune mie serate vuote si schiantano contro la tv, “chi l’ha visto?” ha portato alla luce, novello parto distocico, un caso analogo alla vicenda della quale stiamo sentendo dire da ben sei mesi.
Una donna tradita scompare. Il marito (fedifrago) nega di aver mai avuto un’amante. L’amante dice “ehilà, io ci sono, e son pure stata presa per i fondelli” (culo sarebbe stato termine più appropriato, ma in rete si aggirano novelli Savonarola che farebbero volentieri scempio di me e del mio linguaggio da camallo).
Tornando nel seminato, l’amante del fedifrago sta collaborando con la giustizia: non si sa quanto per altruismo e senso di responsabilità, e quanto per vendetta.
La soldatessa di Parolisi, invece, pare stia zitta, e  di Parolisi ascoltiamo, nostro malgrado, dichiarazioni stucchevoli, bugiarde e sgrammaticate.
Il punto è questo.
Non serve prendersela con gli uomini, se ci sono donne che reggono il loro gioco.
Fare il discorso della femminista de’ noantri non renderebbe giustizia alla realtà, che è sempre più articolata e tortuosa di come appare ad una scorsa superficiale delle storie.
Perchè, cari miei, noi siamo storie.
Canovacci, racconti, copioni, sceneggiature.
Io, tu, l’altra.
Tu mi fai credere cose false ed io ci credo, perchè son tonta o innamorata, che poi son situazioni molto simili.
Da qualche parte c’è una povera lei che ti aspetta: ignara o sospettosa, ma fermamente determinata a non “farsi sottrarre l’osso” (cit. De Andrè).
Siccome la vita è spesso matrigna, ti aggrappi ad una manciata di caramelle, nemmeno di buona qualità.
E tanto ti basti.
La moglie accoppata è una realtà in espansione esponenziale.
Una volta si eliminavano le altre.
Oppure si recitava al loro cospetto, con tono ed aria contriti, che sarebbe stata cosa buona e giusta se la legittima sempre fra i piedi fosse finita in un fiume in piena, magari con l’auto.
Cosa volete che si possa provare di fronte a queste perle di umanità?
Disillusione, dispiacere, disinganno?
Un po’ di tutto ciò, ovvio, ma anche niente.
Le menzogne lastricano le vie dell’inferno: quello in cui ci muoviamo giorno dopo giorno: confusi, persi, sconfitti.

Fabrizio De Andrè e P.F.M. – Bocca di rosa

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8 pensieri su “bocche di rosa

  1. Ammetto che guardo poco la tv, non ho seguito il caso. Un po’ mi ripugna. Non so come spiegare. Quando capitano queste cose terribili e i media ci si buttano a pesce e non si parla d’altro… io non li seguo per una specie di mio stupio principio.
    Ma concordo sul fatto che vivere in una società che troppo spesso si basa sulla finzione e sulla falsità è… terribile.

  2. Nemmeno io amo particolarmente l’elettrodomestico televisore, ma a volte l’accendo. Quel che mi disgusta è la falsità, l’ipocrisia, l’attitudine alla menzogna. Tutto questo fa sì che mi chiuda in me stessa sempre più, giorno dopo giorno. Non so difendermi ad armi pari.

  3. e mi chiedo come sia possibile, davvero. sei stato molto gentile a definirle “bocche di rosa”. Queste donne dovrebbero sentirsi sporche e sporcate da mani che si sono macchiate di sangue, anzi, che nel sangue sono affondate.
    anch’io inciampo in queste storie che emergono prepotenti dal video e a volte non riesco a fuggire… e poi sto male

  4. Ciao Francesca,
    la vita, essendo quel che è, prevede recite e bugie, ma se in mezzo ci sono povere persone ammazzate la recita volge in tragedia.
    Può capitare di essere mogli tradite, può capitare di diventare “amanti”, ma gli omicidi riguardano il codice penale.

  5. Ciao Nico,ti trovo sempre più in forma.Complimenti.
    Una frase di Nietzsche,manco a dirlo geniale,recita:”La solitudine è istinto per la pulizia”.Dietro a tante vite che sembrano rifiutare,rifuggire anche solo il contatto ci sta molte volte la consapevolezza che non si può cambiare il mondo.Meglio allora chiamarsi fuori:io non ci sto,non gioco,non partecipo se le regole sono queste.Ti abbraccio.Roberto

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