matiz

  Il tempo passa, anzi cambia. E cambia chi gira intorno a te da sempre: gli insospettabili.
Che crescono, invecchiano, muoiono. Che a volte si incarogniscono perchè qualcuno ha decretato  che doveva andare così: perchè, se non offendi, qualcuno offenderà te.
Allora tanto vale impugnare la spada, e tenerla al caldo perchè non si sa mai.
Ho mangiato vent’anni cruciali in un solo boccone ingordo, e adesso rumino come una vacca solitaria: forzatamente muta di fronte alla nube fosca e mutevole del …futuro.
Che parola esagerata. Futuro: quello che sarà.
A malapena so quel che è adesso, mentre scrivo china sulla tastiera del mio notebook: china e storta come un fachiro, con la gentile collaborazione della mia anca nuova in titanio, ceramica e polietilene cross linked.
Io, che ero snodabile, tal quale son tornata: come non fosse accaduto niente di cruento.
Sono stata brava, sì, e ho incocciato un ortopedico giovane e geniale: anche très charmant.
Roba che mi piacerebbe essere lui, a volte.
Ma io sono io: la trascinatrice di amori rimasticati e blog in progress.
Il personaggio sempre in cerca di Autore: quello che si intabarra in una nuvola di lana morbida e profumo d’inverno.
E percorre il suo viale in silenzio.

Vinicio Capossela – Polpo d’amor

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