invisibile

  La schiena diritta, non più dolente, si scalda al sole di questo ultimo scorcio di un agosto che avevo paventato perso, funesto, affossato.
Va così.
Volto la testa appena e vedo passare sulla riva gente che cammina stanca, spalle cadenti e muscoli rilassati.
Vanno incontro al sole del primo pomeriggio: alle loro vite che portano stampate su volti annoiati, inespressivi.
Di tanto in tanto un guizzo vivace, uno spruzzo impertinente, un rapidissimo inseguirsi di risa e parole che si perdono piano nella brezza.
Ho tutto ciò che mi occorre: il mio piccolo mondo intorno, specchio di quel che ho dentro.
Un mondo che porto con me: il necessario per non dover sentire il bisogno di chiedere o raccattare.
Quel che deve accadere non si sa.
Ignoro, più o meno beata, certi sviluppi propedeutici: qualcuno mi ha detto che nulla cambierà, e che la vita continuerà a rotolare come sempre: metro dopo metro, sasso dopo sasso.
Tutto continuerà come se nulla fosse cambiato o tutto cambierà perchè niente potrà più essere come prima?
Sono dettagli: il rumore del mare contende la mia attenzione alle note della musica, mentre respiro l’aria che  mi rigenera da sempre, regalandomi l’illusione di essere un’altra.
Una persona veramente viva.
Mi manca solo un calice di vino bianco gelato, a pensarci bene.

Cristina Donà – Invisibile

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6 pensieri su “invisibile

  1. Le lumachine che si portano la casa appresso la sanno lunga.

    Un calice di bianco ben freddo (magari con qualcosa da stuzzicare) non è male

    ciao Neit

  2. Le lumachine con la casa dietro forse hanno solo paura, Meim. Forse si difendono. Forse vogliono solo vivere in pace.
    Un bacio. :*

    Io bevo da sola, Enzo, e non sempre mi fa piacere.

    Al nostro futuro, Maria: di sicuro ne avremo uno. :**
    Bacioni.

  3. il futuro c’è a prescindere, direbbe totò. il problema si ha: quando non è come lo vorremmo e quando fa capolino nell’adesso spaventandoci un po’. qualche volta cammino di lato provando a fregarlo. hai visto mai?

  4. Siccome a me il futuro, quando proprio non riesco a far finta che non esista, spaventa in tutti i casi, proverò A camminare di lato e, magari, a fregarlo. Chissà.
    Ciao, Aspettatore.
    E grazie per gli Stones. :)

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