Solitaria

Le mie albe sono figlie di notti insonni: senza visitazioni oniriche.
Gli occhi si spalancano all’improvviso e, dopo un po’, a fare compagnia ai miei pensieri arriva il canto di un uccello che saluta il buio, e annuncia l’incognita di un nuovo giorno.
Mi rendo conto di essermi assopita sul margine estremo del letto, rischiando di cadere, perchè il mio piccolo a quattro zampe tende ad invadere lo spazio intorno a me, contendendoselo col notebook, che da qualche giorno fa i capricci.
Fanno i capricci, i compagni delle mie notti cupe e silenziose, anche se parlo loro come se potessero ascoltarmi.
Non pagherei, ma farei qualcosa per la grazia di un’altra interruzione.
Invece la mente è irrimediabilmente accesa, e la valanga dei pensieri inizia a muoversi piano dall’alto della montagna.

Dream Theater – Solitary shell

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