Il mito del passato

La consapevolezza dell’amore rende felici, sguardo dritto e poi in alto, a sfidare il sole con una mano sugli occhi.
La consapevolezza di essere pieni di un’altra anima, perchè dentro c’è posto anche per mille anime, sa far osare sfide impensabili, e vincere battaglie perse.
Già.
Ricordo vagamente di aver sentito dire cose del genere, nella mia vita. Ma l’amore, alla fine, si è sempre rivelato il più fallibile e pericoloso dei sentimenti.
Per tanti motivi.
Per la disfunzionalità che certe nostre pretese inconsce scaricano sull’oggetto di turno.
Per la perdita della razionalità che, comunque la si pensi, è una ciambella di salvataggio.
Perchè i sentimenti non si decidono mai a tavolino ma nascono dentro in maniera spontanea, e i sentimenti sono, anche, amore e odio.
Per il sacrificio della parte migliore di noi stessi: nessuno ce l’ha chiesto, nessuno si accorgerà di quando le cose cambieranno.
Basta così?
Quello che mi riempie di rabbia è il sacrificio inutile: quello che si spreca per chi non saprebbe nemmeno distinguere un abbraccio formale da uno pieno di significati.
Perle ai porci, e la perla non sono io.
Io che un bel giorno ho aperto gli occhi e, finalmente, ho visto.

Who – I can’t explain

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11 pensieri su “Il mito del passato

  1. Quasi mai si raggiunge quella consapevolezza di cui parli.
    Il più delle volte ci illudiamo di possederla.
    Ed hai ragione..vera o non vera che sia, è la primaria fonte di energia.
    L’importante è riacquistare la vista, prima o poi, come hai detto tu.
    E quando si aprono gli occhi si vedono solo lacerazioni che non cicatrizzano mai,
    nemmeno dopo anni.
    Inutili spargimenti di sangue.
    Una perdita costante e continua..
    Ma..cui prodest guardarsi indietro?
    Andiamo avanti, che altro non possiamo fare.

    Un abbraccio cara

  2. Può essere, Enzo, ma una replica di quello finito non sarà mai possibile. Salvo miracoli, ai quali non credo nemmeno.

    Cuncetta carissima, il tuo “appalesamento” mi ha fatto sorridere di gioia perchè ti avevo creduto persa. Ovviamente hai ragione: certe ferite non cicatrizzano mai. Col tempo fanno meno male, ma ti lasciano anche la consapevolezza di esserti fidata, ricevendo in cambio un male ingiusto.
    Certo, andiamo avanti. Mi è stato rimproverato di vivere con la testa all’indietro, e forse è vero, ma arriva il momento in cui qualcosa, fosse pure un episodio cruento, ci fa svoltare. Ecco: io ci sono, quasi.
    Ti abbraccio forte.

    Gians, penserai che sono di parte, ed è vero, ma se chi ti ha preceduto ha il tuo cuore in mano (magari per stritolarlo) ha sicuramente le sue sante ragioni.
    Detto, ciò, col bene che ti voglio.

  3. Non so in realtà cosa commentare. Sull’argomento ho un po’ di incertezza in testa. Sarei onestamente meno negativo di te sul punto, ma dopo la tua straordinaria chiusura del post con quella frase così secca, tagliente e analiticamente disperata, ogni altra considerazione é stucchevole. Resta quell’emozione con cui la tua frase ci costringe a fare tutti quanti i conti.

    Un bacio
    Daniele

  4. Se solo tu potessi Amare nuovamente ed essere contraccambiata. No ti volteresti più indietro…
    Lo sai che è una cosa strapossibile!?

I commenti sono chiusi.