Quelle brave ragazze

Nate bene, educate meglio: collegi esclusivi, insegnanti di prim’ordine.
Per il futuro, marito all’altezza, figli da manuale, vita perfetta.
Peccato che le scorciatoie della vita si divertano spesso a scombinare i piani di genitori animati  da buone intenzioni.
La vita prende alle spalle, generalmente alla sprovvista, e mischia le carte in modo che nessuno riesca a capire più il senso di niente.
Quelle brave ragazze educate e vestite di blu, deferenti e perbene, schizofreniche, paranoiche, borderline, depresse, disinibite e trasgressive hanno pagato pegno, e adesso sono libere.
Libere di spargere la loro follia per le strade del mondo, fra la gente che dichiara di non comprenderle e quella che mostra empatia.
Fingere è facile, con loro.
Sono “manarine” e in buona fede, anche se non hanno avuto vita facile. Magari nel tempo impareranno a guardarsi le spalle, e lo faranno in maniera totale,  granitica e irreversibile.
I ragazzi di sempre sono sostanzialmente uguali. Accomunati dall’età, ne vivono le turbolenze: chiunque sia stato il loro mèntore o precettore.
E’ o non è, l’uomo, un animale che funziona  in un certo modo?
Già: le differenze.
Formali, più che sostanziali, ma ogni intervento mirato a modificare incide, e annienta.
Quelle brave ragazze in divisa blu hanno avuto esistenze devastate, matrimoni sbagliati, figli ribelli più di loro, amanti tanto soavi quanto falsi.
Giunte nel mezzo del cammin di loro vita sperano ancora di chiarire, ricucire, pacificare gli animi  frullati dagli tsunami che la vita con loro non può, non ha potuto evitare.
Cos’altro volete che paghino, queste donne?
Non lo hanno fatto abbastanza?
Qualcuno vorrebbe, forse, le loro teste mozzate su un vassoio d’argento?
Bene: alcune sarebbero sicuramente disposte a soddisfare certi desideri.
Pur di non soffrire più. Pur di non continuare ad assistere al lento ed inesorabile naufragio delle loro povere speranze.
Fatevi avanti, e chiedete: non sarete delusi.
Io, una di quelle, emergo dalla mia palude per un attimo.
E vi auguro buona sopravvivenza. Alle feste, ai bagordi, ai torroni, ai baci dati a chi non vorreste baciare mai. Alle tavole imbandite. Ai calici di cristallo tirati fuori per l’occasione.

Siate più forti di tutto ciò.

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15 pensieri su “Quelle brave ragazze

  1. poi, prometto, lo leggerò, il post. Ora, di corsa ma con affetto… ti faccio tanti auguri per trovare luce e serenità
    :-)

  2. Coloro che ti seguono e ti conoscono un po’, non hanno avuto bisogno di attendere la tua “confessione” (“io, una di quelle”…). Lo si era intuito per l’afflato e la disperazione lucida che trasudano dalle parole del tuo post.

    Un solo augurio (oltre a quintali di pacioccosa serenità che spero ti possano permeare in questi giorni nonostante tutto) mi sento di farti: contraccambiare di vero cuore il tuo. Vedi anche tu di essere più forte di tutto “ciò”.

    Un abbraccio
    Daniele

  3. rimango sempre stupefatto da come scrivi, so che non ami i complimenti, ma non posso neanche picchiarmi la tastiera sulle gonadi per frenare le mie spontanee esternazioni, un sincero augurio di buon natale e soprattutto di un sereno anno nuovo, un abbraccio

  4. abbracciamoci strette, per il giro di boa che ci attende: feste e nuovo anno
    buona sopravvivenza!
    N.

  5. Un abbraccio a tutti.
    So che ci credete, ancora, quasi tutti, ed io non ho il diritto di sciorinare il mio cinismo ad ogni occasione propizia.
    Tanti auguri, ergo. A chi vuole accettarli da una tizia che, di sicuro, può assicurare poca fiducia, ma tanta bendisposizione d’animo.

  6. io e la mia amica dit siamo sopravvissute alle suorine, ci siamo scelte due mariti inconsistenti, abbiamo avuto 7 figli in due, ieri abbiamo pranzato insieme perchè finalmente a 50 anni siamo in grado di passare natale con chi vuoi, abbiamo capito che gli uomini passano e vanno e non sempre restano, che delle volte è meglio. Chissà..forse era questo il messaggio delle domenicane, e noi c’abbiamo impiegato un vita a capirlo.
    natale è passato, benissimo per me, spero così sia stato per te.
    adesso abbiamo 364 giorni per fare altro :)

  7. L’importante è poter “condividere”, Minnie. Anche l’idea che gli uomini passino e vadano via. Chissà: forse è anche giusto, anzi salutare che sia così.
    I problemi nascono quando ti tocca assistere, impotente, alle scelte sbagliate di tuo figlio.
    E, da lì, inizi a massacrarti senza pietà.
    Rimbocchiamoci le maniche.

  8. vero….ho letto un libro, recentemente, si intitolava “la maledizione della brava ragazza”…in qualche modo siamo riuscite ad uscirne, con un po’ di lividi.

  9. Tanti auguri tanti, Meim, perchè non bastano mai. :*

    Noia assoluta, Sabby: bisogna cercare di muovere un po’ l’acqua stagnante. ma non so come. :-|

    Ciao Animapunk, devo leggere assolutamente quel libro. Alcune ne sono uscite benino, altre a pezzi. Purtroppo.

  10. le scelte sbagliate dei figli…bisogna lasciarli fare, nico, correre dei rischi. quando camilla decise di andare a vivere con davide ( e aveva 22 anni…) sapevo perfettamente che non sarebbe durata, bisognava solo dare tempo al tempo. hanno convissuto 2 anni, poi essendo totalmente diversi, si sono lasciati e lei è tornata a casa. in quei 2 anni non sono mai intervenuta nella loro vita, non ho conosciuto la famiglia di lui perchè non lo ritenevo il caso (pur essendo brave persone ), sono stata a guardare.
    camilla è tornata con noi, si è laureata, ha cominciato il suo cammino per affrontare seriamente il suo problema alimentare (che in realtà è un problema dell’anima), e sta cercando la sua strada nella vita. davide ha un’altra ragazza, non si sentono mai, lui nè le ha fatto i complimenti per la laurea nè gl’auguri per natale.
    sono stata a guardare, nico. in silenzio.
    ti abbraccio forte, da madre a madre.
    cristina

  11. Questo abbraccio lo accetto con tutto il cuore, Cristina. Nella vita me ne sono capitate di tutti i colori, e ho saputo tenere botta, ma le decisioni sbagliate dei figli ci lasciano impotenti.
    Non è normale che un ragazzo sveglio lasci il liceo all’ultimo anno. Non è normale che lo stesso ragazzo abbia un rapporto alterato col suo corpo. Da ragazzino cicciotello è diventato un bel ragazzo alto e magrissimo, eppure la magrezza non gli basta mai.
    Speriamo. :*

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