Lungo un filo

Ancora una volta, sotto Natale, la tv manda in onda “the family man”, argomento di un post vecchissimo: di qualche era fa.

Il tempo della mia vita è fatto di periodi interminabili: come gli anelli nei tronchi degli alberi.

Ed io mi sento eterna: un filo ininterrotto di notti e giorni senza perdere mai il senso di me e delle cose: anche di quelle che non amo.

Ho tanto tempo, eppure il tempo mi manca. Tempo per fermarmi, tempo per fissare un pensiero, tempo per guardare l’orizzonte quando lo scirocco ci fa la grazia di andarsene.

Poi arriva la notte, magica, e se non crollo di botto posso sedermi e perdermi nel cielo, o confondermi fra le immagini mute di un film che scorre in tv.

Mi riconnetto con la me vera, strappando via dal volto e dal cuore l’ovatta che mi protegge dai rumori di chi mi passa addosso con scarpe da cowboy.

Vorrei dire, ma non so più farlo. Vorrei ricordare, ma l’ho fatto, pubblicamente, per anni.

Poi mi rendo conto che sto giocando a fare quella che centellina le parole, riservandole a tocchi di esercizio di scrittura, qua e là.

Qualcuno ha visto la mia anima?

Dixie Chicks – Cowboy, take me away

<p

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5 pensieri su “Lungo un filo

  1. A volte mi sembra di afferrarla, ma in realtà basta un attimo per spazzarla via.Fa troppo male scavare e pensare a.meglio sopravvivere e tenersi stretta la maschera.Gli stivali da cow boy fanno troppo male e poi non ce li meritiamo…:)
    Un abbraccio

  2. Tutto è cominciato uscendo stasera dalla “festa” dei Girasoli (festa è a dir poco un eufemismo visto che è una residenza protetta per anziani e malati di mente), sotto la pioggia. Per la prima volta ho osservato una pozzanghera, si, una semplice pozzanghera con occhi diversi. Ho subito sentito il desiderio di farla mia. Giochi di luce sul bagnato possono donare ai nostri occhi immagini stravolte dalla normalità, ribaltando i canoni tradizionali delle nostre vite, flashback che hanno investito nuovamente i miei fragili equilibri. La pozzanghera sembrava un gioco di specchi e un richiamo al passato che non vuole finire, vita che corre troppo veloce, vita che scrive l’acqua ogni suo vapore un pensiero nel bicchiere che disseta e strema.

    La vta è di tante cose. Cerchiamo di vedere le cose positive.

    Un forte abbraccio

  3. Il Natale mi fa sentire più vecchio.
    Su Vendola condivido le tue critiche sui pannelli solari (le ho sentite pure nelle Fabbriche di Nichi). Però forse oggi può essere considerato il meno peggio di quello che c’è in giro. Non vedo di meglio altrove. E il livello è basso ovunque.

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